Valtellina, sciatore muore durante un fuoripista

Sciatore russo di 51 anni ha sbattuto violentemente contro un albero

Nuova tragedia sulle piste innevate: uno sciatore russo di 51 anni è morto stamani in provincia di Sondrio, vicino alla Stella Alpina di Bormio, pista che si sviluppa lungo oltre quattro chilometri partendo da 3.012 metri di altitudine per scendere fino a quota 1.952 metri. L’incidente è avvenuto poco dopo le 10.40. Da una prima ricostruzione sembra che lo sciatore abbia perso il controllo degli sci mentre stava percorrendo una pista di raccordo tra la "Stevio" e "Bormio 2000", a circa duemila metri di altitudine, finendo per cadere fuori pista dove è andato a sbattere violentemente contro un albero. L’uomo, Alexander K., non indossava il casco di protezione ed è deceduto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i tecnici del soccorso alpino e del soccorso piste della polizia. Ma quando sono arrivati i primi soccorritori con l’elicottero del 118 per lui non c’era più nulla da fare.

Commenti

pol

Sab, 11/01/2014 - 14:31

Potreste cambiare il titolo? Lo sciatore e' morto andando a sbattere contro un albero che era fuori pista, non stava facendo fuori pista. Pochi alberi si trovano all'interno di piste e sono protetti da reti e/o materassi. E' impossibile proteggere anche tutti gli alberi che si trovano al di fuori della pista. Il casco potrebbe fare la differenza come potrebbe lasciare la persona in stato vegetativo, ma nessuno lo puo' sapere. L'unica cosa che ho visto da quando molte piu' persone usano il casco, e' che tendono ad andare sempre piu' veloce perche' si sento "piu sicure".

Filoggioni

Sab, 11/01/2014 - 14:35

Almeno voi che siete un giornale serio cambiate quel titolo. Sono passato 4 minuti dopo l'incidente allo sciatore russo. Non c'è alcun fuori pista li, ha perso il controllo in pista ed è finito in un bosco che costeggia lateralmente la pista. Questo non è sciare fuori pista e' cadere in un dirupo che è ben diverso. Tra l'altro e' una delle piste più facili di Bormio, dove passano tutti i bambini che ritornano alla scuola sci dopo lezioni. E' stata una disgrazia non l'imprudenza di uno sciatore fuori pista. Non aveva il casco, questo si molto imprudente, ma non si può paragonare agli sciatori morti perché travolti da valanghe in neve fresca. Questo titolo e' solo sensazionalismo. Null'altro. Siate seri almeno voi.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Sab, 11/01/2014 - 15:21

E poi ci si piange povertà e non si arriva a fine mese, ipocriti siete pieni di soldi altrimenti non andreste a rischiare la vita in questo modo, quanto costa un'attrezzatura da sci ? vitto e alloggio ? trasporti ? Peggio per voi

linoalo1

Sab, 11/01/2014 - 16:00

Siamo alle solite!Ossia:chi vuole il suo mal pianga sé stesso!Lino.

Filoggioni

Sab, 11/01/2014 - 17:11

Dragon lord quale sarebbe il senso del tuo commento? Hai i soldi allora muori?

Non so

Sab, 11/01/2014 - 17:26

Adesso van di moda quelli che battono la testa fuori pista, .. e finitela, ma chi se ne frega, sapete quanta gente muore ogni giorno nei modi più diversi? Al prossimo vieteranno di sciare fuori pista, .. e giù altre multe!!

Non so

Sab, 11/01/2014 - 17:29

Dragon Lord, io lavoro, mi spacco la schiena ed i miei soldi li spendo come voglio, te invece di piangere e perdere tempo su internet vai a lavorare così magari, poi, vai a sciare anche tu!

precisino54

Dom, 12/01/2014 - 09:24

Letto l’articolo ed i commenti, faccio qualche considerazione. La prima è per -Dragon_Lord-: il fatto che il russo avesse i soldi per sciare, non rende l’evento meno tragico, a meno di non voler fare anche una discriminazione sociale pure sulle morti e su quelle che meritano maggior rispetto, aveva i soldi e per quanto ci riguarda aveva il diritto di spenderli come voleva! Altra considerazione: non posso che sottoscrivere quanto detto da –pol- e da -Filoggioni- ahimè è il turno delle morti sugli sci e quindi occorre sottolineare l’evento anche se poi le cause sono ben diverse, ma fa più moda metterla sempre allo stesso modo. Il fatto che lo sciatore non stesse sciando in fuori pista viene detto dallo stesso articolo: allora perché dire:sciava fuori pista? Quante volte noi tutti sciatori siamo passati da una pista all’altra magari utilizzando stradine in mezzo agli alberi? in quel caso basta poco per finire fuori, come pure basta poco per evitare che ciò avvenga: una rete di protezione magari leggera e si evita che una banale caduta si possa trasformare in tragedia, tra l’altro questi stradini di raccordo sono spesso in falso piano e, a meno di non volere poi spingere sui bastoncini o con un passo di pattinaggio, spesso vengono imboccati in velocità! Altra considerazione: “il casco”; motociclista da lunga data, ben prima che ne venisse imposto l’uso, so ben quanto lo stesso possa limitare la sensibilità ed invogliare alla velocità magari per il semplice motivo di non avere l’aria in faccia che fa da limitatore dando una più corretta sensazione della stessa, a parte la sensazione di maggior protezione. Sugli sci è la stessa cosa, con in più un problema dovuto alla diminuita sensibilità dovuto alla copertura dell’orecchio e la sua duplice funzione: acustica e di equilibrio. Ultima considerazione: non sappiamo se lo sciatore fosse su sci o snowboard, la differenza potrebbe non essere da poco nel controllo dell’attrezzo, ma forse anche gli stessi sci nelle nuove caratteristiche lo rendono meno stabile. Ovviamente non possiamo pensare di proteggere tutti gli alberi ma qualche tentativo di limitare i danni per possibili cadute?!

Sauron51it

Dom, 12/01/2014 - 09:43

Non c'è essun "fuoripista" in questo caso, ma ormai i giornalisti hanno imparato questa parola e la usano a sproposito (un po' come "vivisezione", che non esiste più).