Vatileaks, anche Nuzzi e Fittipaldi tra le cinque persone a giudizio

I due giornalisti sono accusati della diffusione di documenti riservati della Santa Sede, per cui sono stati fermati Balda e la Chaouqui

Sono cinque le persone che la magistratura vaticana ha rinviato a giudizio per il caso Vatileaks e tra di loro ci sono anche i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi. Di questa mattina l'annuncio, che rappresenta l'ultimo sviluppo dell'inchiesta sulla fuga di documenti dalla Santa Sede, che ha già portato all'arresto di monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui.

Le cinque persone rinviate a giudizio sono state accusate secondo l'articolo 116 bis del Codice penale vaticano, che riguarda la diffusione di notizie e documenti riservati. Nuzzi e Fittipaldi sono gli autori di due libri, Via Crucis e Avarizia, per cui sono stati coinvolti nel procedimento penale.

Ciò che rischiano gli imputati è una pena detentiva da quattro a otto anni e tanto Nuzzi quanto Fittipaldi accusano il Vaticano di "un attacco alla libertà di stampa" e di non rispettare gli standard garantiti in altri Paesi come l'Italia per chi fa il mestiere di giornalista.

Oltre a Nuzzi e Fittipaldi sono stati rimandati a processo monsignor Balda, ancora rinchiuso alla gendarmeria vaticana, e la Chaouqui, subito liberata perché sta collaborando con la giustizia. Al momento non è chiaro chi sia la quinta persona coinvolta nel caso.

Commenti

beep

Sab, 21/11/2015 - 11:25

La Chiesa guarda sempre la facciata di un problema e non il contenuto. Lei deve smentire le affermazioni dei due giornalisti, non punire loro perche' hanno divulgato dei documenti privati.Ma privati per chi? Perle leggi italiane no. L'Islam purtroppo ci invadera' perche' la CHIESA DI ROMA e' marcia.

GUGLIELMO.DONATONE

Sab, 21/11/2015 - 11:50

Quando la magistratura vaticana rinvierà a giudizio e condannerà pesantemente tutti i vescovi, cardinali e pretonzoli vari colpevoli di pedofilia, omosessualità ostentata e via dicendo? Ma non facciano ridere e preghino per le loro anime...

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Sab, 21/11/2015 - 11:55

Concordo Nuzzi. E' "un attacco alla libertà di stampa" ed al libero pensiero. Si sa quanto la Chiesa sia stata ed è ancora oscurantista nella sua storia secolare. Eppure dal Vaticano uno non se lo aspetterebbe mai. A quanto sembra, la scritta "chi tocca muore", che trovavamo un tempo affissa sui pali dell'elettricità, riguarda e si adatta molto bene anche il/al Vaticano e nonostante veri documenti. Ma la verità non la fermeranno i preti, nè altri.

aitanhouse

Sab, 21/11/2015 - 12:02

un bel processo,una condanna , poi la grazia papale ,solo perchè non hanno il posto dove alzare un rogo....

venco

Sab, 21/11/2015 - 12:23

Il papa predica misericordia per tutti e senza regole e pentimento, non certo per questi.

Libero1

Sab, 21/11/2015 - 14:32

Il papocchio va' in giro a predicare perdono ma poi se qualcuno si permette di svelare gli scandali e le ruberie in casa sua e' un peccatore da non perdonare ma da mandare all'inferno.

Edmond Dantes

Sab, 21/11/2015 - 17:47

Scelta arrogante e illiberale, da stato papalino. Che faranno ? Chiederanno l' estradizione in caso di condanna ? E lo stato italiano acconsentira' impacchettandoli e mandandoglieli come ha fatto già con i maro' ? Dovesse succedere (con Renzi & Alfano tutto può essere) mi auguro che gli italiani occupino perlomeno P.za S. Pietro per reclamarne la liberazione.

roliboni258

Sab, 21/11/2015 - 17:59

la chiesa prima deve mettere in galera tutti i suoi pedofili poi ne parliamo

Accademico

Sab, 21/11/2015 - 18:10

Il fatto è che la giustizia vaticana non è come quella italiana:è una cosa seria. E così pure, il Capo di quello Stato è uno che non scherza. Proprio per niente.

Accademico

Sab, 21/11/2015 - 18:13

Signori, siamo seri. E' reato grave - penalmente rilevante - divulgare il contenuto di atti riservati e segretati di competenza esclusiva di uno Stato, per giunta straniero. E' chiaro il concetto?

ziobeppe1951

Sab, 21/11/2015 - 19:59

NAZIKATTOSTALINISTI

nunavut

Sab, 21/11/2015 - 20:25

Spero che lo Stato (se si può chiamare tale visto il caso Marò)li estrade in Vaticano si comportebbe da leccacu@@o essendo uno stato laico (quando vuole)non si dovrebbe piegare a tali richieste.I crimini sono stati commessi da chi ha rubato i documenti non da chi li ha pubblicati.Allora se le inetrcettazioni abusive o sospettate tali (visto che non ci fu il permesso di un giudice) su Berlusconi gli autori dovrebbero essere messi sotto inchiesta ed accusati (legge uguale x tutti?).

Ritratto di xulxul

xulxul

Dom, 22/11/2015 - 07:06

Premesso che è ladro chi ruba e chi tiene il sacco, i due pisquani hanno violato la legge. Infatti il loro comportamento criminoso costituisce reato anche in ltalia. Vedasi gli artt. 255, 256, 261 e 262 cp. In caso di condanna non è del tutto remota l'estradizione , salvo volgari e palesi violazioni del Concordato da parte dell' Italia.

cangurino

Dom, 22/11/2015 - 07:31

@Accademico. In punto di diritto ritengo abbia ragione. Ora andiamo al sodo, che dovrebbe interessarci maggiormente. Mi corregga se sbaglio. La giustizia dello uno stato Vaticano si sta dando molto da fare per condannare i giornalisti che hanno diffuso la notizia di atti profondamente immorali, messi in atto da alti prelati. Soldi tolti da finalità umanitarie, a bambini malati per fare un esempio, per essere utilizzati in ristrutturazioni, viaggi business class ecc. La stessa giustizia vaticana, con g minuscola, non dovrebbe fare il diavolo a quattro per sbattere in cella gli altri prelati??? Sia i ladri, che quelli che hanno commesso atti di pedofilia, sempre per fare esempi. No, li hanno mandati in ritiro spirituale. Che schifo. papa francesco (tutto minuscolo) in primis.