Vatileaks, Chaouqui e il marito indagati anche dai pm di Roma

La coppia sarebbe al centro della compravendita truffaldina di un castello a Narni

Francesca Chaouqui con il marito Corrado Lanino

Dopo l'avvio del processo in Vaticano, Francesca Immacolata Chaouqui deve fare i conti pure con la giustizia italiana.

La pr di monsignor Balda è stata infatti indagata insieme al marito Corrado Lanino dalla procura di Roma per la compravendita del castello di San Girolamo, a Narni. Il procedimento è stato avviato sulla base degli atti giunti per competenza dalla Procura di Terni. I magistrati umbri procedevano per i reati di estorsione e intrusione informatica. Il fascicolo è stato affidato ai pm Stefano Pesci e Nicola Maiorano. L'inchiesta nasce da un filone di quella condotta sempre a Terni sul dissesto della curia locale e su una serie di operazioni immobiliari tra cui appunto la compravendita del castello. Una struttura di proprietà del comune che nel 2010, secondo gli inquirenti, venne acquistato da una società immobiliare (ritenuta riconducibile a uomini della curia ternana) con un'asta considerata truccata dagli investigatori. In questo ambito sono emerse intercettazioni telefoniche che hanno portato all'iscrizione della Chaouqui e del marito. Dagli accertamenti sarebbero poi emerse possibili intrusioni in computer legati in qualche modo al Vaticano

Commenti

onroda

Lun, 30/11/2015 - 17:40

La compravendita del Castello di San Girolamo a Terni ha nel tempo provocato una lunga indagine della magistratura si indagava sulla piccola cifra di 30 milioni di euro volati via dalla diocesi.Del fatto Il vescovo del tempo PAGLIA ha detto non so nulla,poi ha lasciato la diocesi,il Papa Francesco lo ha destinato ad altro incarico.Ora si viene a sapere che in quell'affare c'è coinvolta la CHAOUQUI che guarda caso sempre il Santo Padre Francesco la nominò p.r.della commissione vaticana. Domanda spontanea che succede in Vaticano?

Altoviti

Sab, 12/12/2015 - 13:08

Ad "onroda", per un comune mortale tartassato, 30 milioni non sono una piccola cosa! Sembra che il Pontefice non sappia troppo scegliere le persone di fiducia, forse leggere "Repubblica" non educa troppo ad avere la mente chiara e un buon senso critico.