Vatileaks, il party di monsignor Balda sulla terrazza con vista su San Pietro

La testimonianza di Roberto D'Agostino: "Era pieno di imbucati e c'erano quattro pizzette rinsecchite"

Roberto D'Agostino, mister Dagospia, descrive con dovizia di particolari il party sulla balconata del Palazzo della Prefettura degli Affari economici del Vaticano. Stuzzichini, aperitivi e eucarestia offerta a 150 invitati dal padrone di casa, monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, salito agli onori delle cronache dopo essere stato arrestato con l'accusa di essere il corvo del secondo capitolo di Vatileaks. Con lui c'era, alla festa e dietro le sbarre, anche la lobbysta Francesca Chaouqui, poi scarcerata.

L'evento si è svolto il 27 aprile 2014, è costata la bellezza di 20mila euro, una cifra inquietante se vista alla luce del nuovo scandalo vaticano sulle spese pazze e gli sprechi all'insaputa di Papa Francesco, evidenziato dai due libri Via Crucis e Avarizia di Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi.

Uno degli ospiti di quel party, il giornalista Bruno Vespa, consegna la sua testimonianza al Corriere della Sera: "Nemmeno sapevo che esistesse, quella terrazza. Ho ricevuto l'invito formale della Prefettura per gli Affari economici e sono andato con mia moglie, tutto qui. Non mi sono fermato per il buffet e comunque non era mica un funerale, da stare contriti, ma una festa religiosa. Non conoscevo affatto monsignor Vallejo. La Chaouqui invece sì, da lobbysta intrigante cercava sempre contatti, continuò anche dopo. Da allora però lasciai cadere la cosa. E mi parve un po' strano che avesse invitato Dagospia".

Tra gli invitati, Marco Carrai, fedelissimo del premier Renzi, Roberto Arditti di Expo, Ernst Von Freyberg, presidente dello Ior, l'ex direttore del Gr Antonio Preziosi e Maria Latella.

"Ma quale party dei vip? - spiega D'Agostino - Mica c'era Scamarcio, mica c'era la Bellucci, al massimo Vespa. Io no, perché sono arrivato in ritardo, calpestando orde di polacchi sdraiati, ma la gente è stata inchiodata là dalle 10 del mattino alle 18.30, per andare al bagno bisognava scalare i tetti. E che dovevamo restare pure a digiuno, a espiare peccati sotto il cielo plumbeo? Che poi altro che banchetto, c'erano quattro pizzette rinsecchite e il vino nei bicchieri di plastica, tutto molto rural, strapieno di imbucati. Io mica ci ero andato per lavoro, ma per un fatto mio religioso. Ho scattato le foto con l'iPhone, mentre i tanti giornalisti che c'erano chiacchieravano e basta. Comunque traboccava di gente anche la terrazza di fronte, eh. E poi boh, a me questo Vallejo non mi sembrava tutto 'sto corvo".