Venezia, condannati due reclutatori di "foreign fighter" per l'Isis

Il primo processo in Italia contro i presunti reclutatori di "foreign fighter" per conto dell'Isis si è concluso con le condanne di due membri di una cellula terroristica in Veneto

Due condanne per terrorismo a Venezia: due uomini accusati di aver reclutato "foreign fighter" andati poi a combattere in Siria nelle fila dell'Isis.

Il gup Massimo Vicinanza ha inflitto 4 anni e 8 mesi di reclusione a Ajhan Veapi, 39enne originario della Macedonia ed ex consigliere del Centro islamico di Pordenone, che era rinchiuso nel carcere di massima sicurezza in Sardegna, e 3 anni e 4 mesi a Rok Zavbi, 30enne sloveno, primo collaborante rientrato in Italia e rinchiuso nel carcere di Tolmezzo.

Il processo

Zavbi e Ajhan Veapi sono accusati di far parte di una cellula terroristica che agì in Veneto nel 2013. Si tratta del primo processo in Italia mosso nei confronti dei presunti reclutatori di aspiranti foreign fighters.

I due sono stati processati con rito abbreviato, beneficiando della riduzione di un terzo della pena. Entrambi si dicono innocenti e ricorreranno in appello.

Rinviata ad altra udienza la posizione di un latitante a sua volta imputato perché ritenuto membro del grupo di reclutatori: Muniofar Karamaleski, un macedone di 29 anni. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, quest'ultimo si trova probabilmente ancora a Raqqa con moglie e figli.

Le indagini

I due jiadisti arrestati a febbraio dello scorso anno, erano accusati dal pm antiterrorismo Francesca Crupi di aver fatto proselitismo per l'Isis reclutando foreign fighters.

Le indagini antiterrorismo erano iniziate dopo che Ismar Mesinovic, imbianchino slavo di 36 anni, era fuggito da Ponte nelle Alpi alla fine del novembre 2013 per andare a combattere in Siria, portando con sé il figlio di due anni. L'uomo ha poi perso la vita in un combattimento con le truppe dell’esercito di Assad. Del bimbo da allora non si hanno più avute notizie.

Veapi e Zavbi avrebbero ricoperto un ruolo anche negli arruolament, avvenuti in provincia di Belluno, del macedone Munifer Karamaleski, 28 anni, e della poco più che ventenne studentessa marocchina, Meriem Rehaly, scappata dalla famiglia a Padova per andare a combattere tra le fila jihadiste e che risulta essere tuttora arruolata nell'Isis in Siria.

L’inchiesta riguarda anche il cosiddetto “imam del terrore”, Bilal Bosnic, condannato a Sarajevo a 7 anni di reclusione per terrorismo.

Commenti

Ernestinho

Mer, 12/04/2017 - 13:33

Gli anni di galera comminati sono pochi e scommetto che non li faranno neanche!