Verona, fermato algerino colpito da daspo: torna in città e spaccia

Il 36enne, dopo aver violato l’ordinanza di divieto di dimora in città, aveva ricominciato tranquillamente a spacciare, usando come punto d’appoggio la casa della compagna, detenuta anch’essa in carcere

Era stato colpito da divieto di dimora a Verona, tuttavia questo non gli aveva impedito di far ritorno in città e di riprendere tranquillamente a spacciare.

Si tratta di Faouzi Oechne, uomo di 36 anni di nazionalità algerina, già noto alle forze dell’ordine proprio per il reato di traffico di sostanze stupefacenti. Sulle tracce del nordafricano gli uomini della questura di Verona, messi in allarme dalle segnalazioni di alcuni cittadini,che lo avevano riconosciuto e lo avevano visto tornare alla sua illecita attività nel territorio della città scaligera.

Gli inquirenti si sono pertanto attivati per cercare di individuarlo e di comprendere le sue abitudini ed i suoi spostamenti. Grazie alle indagini effettuate dagli agenti della squadra mobile è emerso che il 36enne aveva una compagna in città, attualmente detenuta dietro le sbarre del carcere di Montorio. È pertanto iniziata una lunga serie di appostamenti dinanzi all’appartamento di quest’ultima, situato in un condominio di via Benetti.

L’algerino è stato finalmente individuato la mattina dello scorso mercoledì e preso in custodia dai poliziotti, che hanno rinvenuto un mazzo di chiavi durante la perquisizione corporale. Queste erano ovviamente riferibili proprio all’abitazione in cui l’uomo si stava nascondendo dopo aver violato l’ordinanza di divieto di dimora in città. In seguito ai controlli svolti all’interno della casa, i poliziotti hanno rinvenuto oltre 100 grammi di eroina, nascosti in una coperta sul divano, un bilancino di precisione, tre telefonini e 350 euro in contanti, di certo proventi dell’attività di spaccio dato che l’africano risultava nullafacente.

Il 36enne è stato quindi arrestato con l’accusa di aver violato l’ordinanza di allontanamento da Verona e quella di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel processo per direttissima il giudice ha convalidato il fermo e l’algerino è pertanto stato trasferito presso la casa circondariale “Montorio”.

Commenti

Altoviti

Gio, 11/10/2018 - 14:55

Vanno responsabilizzati i giudici che rilasciano individui pericolosi nella società mentre il loro lavoro conssite prorpio nel fare il contrario di ciò che spesso si vede. Multe ai giudici che hanno rilascaito dopo pochi giorni deliquenti che recidivano.

Ritratto di hernando45

hernando45

Gio, 11/10/2018 - 15:01

L'articolo termina con una frase che dice "l'Algerino pertanto e stato trasferito nella casa circondariale di Montorio" La domanda da farsi e PER QUANTO TEMPO!!!!lol lol

mariod6

Gio, 11/10/2018 - 23:23

Con il passaggio in galera è andato a trovare la compagna e a rassicurarla sul fatto che entrambi prestissimo usciranno e potranno ricominciare a spacciare alla faccia della Polizia e con soddisfazione dei tossici.