L'odissea per organizzare il concerto su Jan Palach. A poche ore anche Movieland dice no

A Verona questa sera è previsto il concerto per Jan Palach, ma dopo rimpalli e rimpiazzi, e innumerevoli infondate polemiche, arriva un altro no.

Questo concerto per Jan Palach sembra un’agonia. Prima si doveva fare al teatro delle Stimmate di Verona, poi gli Stimmatini hanno detto no. Allora si era trovata come alternativa il teatro del Movieland di Lazise, ma a distanza di poche ore, anche Movieland si tira indietro.

E il tutto si svolge nel momento di commemorazione di quell’ eroe cecoslovacco che, esattamente 50 anni fa, si cosparse di benzina e si diede fuoco in piazza Venceslao a Praga per protestare contro il regime comunista.

Cinquant’anni sono passati e ora anche un concerto in sua memoria sembra una cosa impossibile da realizzare. Tutto comincia quando la locandina dell’evento: “Terra e Libertà. A cinquant'anni dal suo sacrificio. Concerto per Jan Palach” ha cominciato a circolare. Qui in ordine di successione ci stanno scritti i i nomi dei gruppi musicali che si esibiranno: Gabriele Marconi, Topi Neri, Hobbit, e la Compagnia dell’Anello.

Gruppi che ai ragazzotti di sinistra non sono andati giù e quindi con il loro fare così "democratico" e rispettoso dell’altrui pensiero hanno preso la locandina e ci hanno appiccicato sopra una striscia gialla con scritto “Concerto nazi – rock”. L'assemblea 17 Dicembre ha attaccato i gruppi musicali definendoli dichiaratamente e smaccatamente di estrema destra.

Da qui apriti cielo, gli antifascisti sono scesi in campo e addirittura hanno cercato di far passare un eroe che si è battuto contro il regime comunista, come fosse di sinistra. Repubblica si è scagliata contro e pure Gian Antonio Stella in un commento scrive: "Ma che c"entrano questi spiriti muscolari che rivendicano d"essere neri e nostalgici del Duce con un martire della libertà come Jan Palach, al quale Francesco Guccini dedicò una delle sue canzoni più belle?".

Così è arrivata la replica di Mario Bortuluzzi della Compagnia dell’Anello e dopo la replica è arrivato anche il patrocinio del Comune. “Questi non sanno nemmeno di cosa parlano – aveva detto Bortoluzzi - Non conoscono la storia. Siamo stati noi de La Giovine Italia i primi a scendere in piazza quando Jan Palach si bruciò. Tutti gli altri partiti sono stati zitti”.

Dura anche la posizione dell’amministrazione comunale. “In risposta a questo clima da “caccia alle streghe” tipico più delle dittature che di una democrazia – scrive il presidente del Consiglio comunale Verona, Ciro Maschio - abbiamo ritenuto, al di là delle nostre diverse appartenenze politiche o culturali rispetto ai promotori, di concedere il patrocinio per ricordare Jan Palach, simbolo della libertà di pensiero contro chi vorrebbe sopprimere il pensiero altrui quando è diverso dal proprio”.

Qui però qualcosa si è mosso. In senso contrario a come avrebbe dovuto muoversi però. Perché la Congregazione delle Sacre Stimmate di Verona che aveva dato la disponibilità a usare il teatro per stasera, per evitare di essere messa in mezzo ha detto no. Andrea Bacciga, l’organizzatore, era andato lui stesso a parlare con i parroci della Congregazione, e sembrava non esserci alcun tipo di problema. Anzi, piena disponibilià dato che il concerto è in beneficienza per l’alluvione a Verona del 1.settembre scorso.

Insomma tutto pronto. Ma gli Stimmatini ci ripensano. Quando? Il 15 gennaio, a quattro giorni di distanza dal concerto. Allora l’associazione e le band musicali cercano altrove e sembrano aver trovato al teatro del Movieland Park di Lazise, il parco divertimenti dedicato al Cinema sul Lago di Garda. Ma ieri.

Ieri arriva il no. Minacce ai proprietari dicono fonti informate. Ma la società scrive in una nota: “la società CanevaWorld Resort e Movieland Park deve purtroppo rilevare di non essere stata completamente informata da parte degli organizzatori del concerto del 19 gennaio 2019 riguardo la delicatezza dell’evento, soprattutto per il diniego da parte delle altre strutture (come il Teatro Stimmate) a ospitare il concerto, rilevando quindi che si tratta di un evento avente fortissima connotazione politica peraltro estrema. Per ragioni di sicurezza e ordine pubblico suggeriteci da più enti, non consentiamo la realizzazione di tale evento. La nostra struttura, essendo un parco di divertimenti, è totalmente estranea ad ogni connotazione di natura politica”.

Bene. Quindi Jan Palach senza un posto dove stare. Jan Palach ancora come 50 anni costretto a bruciare contro un regime che imponeva il controllo perfino del pensiero. Jan Palach questa sera relegato in un campo. Perché il concerto si farà lo stesso. E mentre le band suoneranno, gli antifascisti esulteranno.

Commenti

seccatissimo

Sab, 19/01/2019 - 17:51

Uno che si cosparge di benzina per protestare, non mi è mai sembrato tanto sano di mente !

utherpendragon

Dom, 20/01/2019 - 01:06

seccatissimo: la prego si studi un poco la storia. o magari si senta la "primavera di Praga" di Guccini.Poi sul vocabolario cerchi le parole Libertà e Coraggio.