Il vicequestore di Bari vittima dello scontro tra treni in Puglia

Prima del poliziotto, c'era un uomo di cultura e un musicista

È Fulvio Schinzari il nome della prima vittima accertata della tragedia ferroviaria che ha colpito la Puglia in una mattina come tante con i treni pieni di pendolari da e per Bari. Lo scontro fatale è avvenuto in piena campagna, su quella terra rossa che da ieri è intrisa di sangue.

Schinzari aveva 59 anni e viveva ad Andria dove lascia la moglie e le sue due figlie adolescenti. Prendeva sempre la linea della Ferrotramviaria spa coinvolta, ieri, nell'incidente.

Nel 2014 scriveva su Facebook con ironia: “FERROVIE BARI NORD NEWS: dopo un anno cambia la playlist per allietare i viaggiatori. Da Sanremo 2013 a sanremo 2014. Wow !”. Con la sua passione per la musica scherzava sulle scelte musicali della Ferrotramviaria lungo quel binario unico sul quale ieri ha lasciato la vita .

Fulvio stava tornando al lavoro dopo le ferie. Era vicequestore aggiunto presso la Questura di Bari. Da quattro anni aveva assunto il ruolo di dirigente dell'ufficio del personale. Una passione da quando era ragazzo per la musica, gli piaceva suonare la chitarra e leggere libri di impegno civile, tanto da organizzare alcuni reading. Non solo, fuori dagli orari di lavoro era compositore e regista di spettacoli di musica e parole. Quelle serate racchiudevano le sue due più grandi passioni che amava condividere con tutti. Leggeva anche sulla tratta maledetta mentre si recava in ufficio.
Era originario di Galatina, in provincia di Lecce. Subito dopo la sua laurea in giurisprudenza aveva svolto per quattro anni l'attività di avvocato. Poi, nel 1989, il suo ingresso nella polizia di stato.

Prima funzionario addetto alla Squadra mobile, passato poi al commissariato di Barletta come responsabile della squadra di polizia giudiziaria e, dal 2000 al 2002, dirigente del commissariato di Canosa.

Già responsabile del settore Sicurezza e Protezione Civile presso il Comune di Andria ha poi diretto il Commissariato di Corato. Era tornato a Canosa, come dirigente del Commissariato, fino al suo ultimo incarico di Dirigente dell’Ufficio del Personale presso la Questura di Bari.

“Ad Andria molti non sapevano nemmeno che fosse un poliziotto”, dichiara una sua amica in un'intervista ad un quotidiano locale.

Fulvio Schinzari, nonostante la sua importante carriera, non si definiva un professionista. Il suo lavoro era una passione, come la musica e la lettura. Passioni volate via in una calda giornata d'estate tra il fumo delle lamiere contorte, su quel binario morto con la musica che Fulvio ascoltava, nonostante tutto.