Videocamere nascoste per spiare le soldatesse: maresciallo a processo

Un maresciallo a processo per aver messo videocamere nascoste negli spogliatoi e nelle camere delle soldatesse (che lo hanno scoperto solo in seguito)

Un maresciallo spione va a giudizio. Il militare è accusato di aver piazzato alcune videocamere nascoste negli spogliatoi delle reclute donne e negli alloggi di alcune soldatesse.

Secondo quanto scrive il sito di informazione sulla Difesa, GrNet, il maresciallo avrebbe preso di mira gli spogliatoi di una palazzina e diverse stanze private in una caserma del Nord Italia. Le vittime sarebbero 23. Non solo. Perché l'uomo avrebbe anche aver sottratto alle donne-soldato la biancheria intima dai cassetti degli alloggi.

Secondo l'accusa, scrive sempre GrNet, "il militare avrebbe spiato anche i tablet, i computer e gli smartphone delle vittime sottraendo files attinenti alla loro sfera privata". Non proprio il maresciallo di rigore che ci si attenderebbe, insomma. Il fatto è che le soldatesse, ora in forza in Polizia o in altri corpi, hanno scoperto solo a processo aperto quello che era successo. Per diverso tempo, insomma, sono rimaste ignare del loro commilitone che le spiava mentre in camera o nello spogliatoio si toglievano la mimetica per cambiarsi.