Virginia, le diocesi pubblicano elenchi di sacerdoti accusati di abusi

Quasi sessanta sacerdoti sono stati accusati di abusi in Virginia. Due diocesi hanno pubblicato l'elenco di questi consacrati

Alcune diocesi dello Stato della Virginia hanno deciso, ognuna per la sua parte, di rendere noto un elenco di sacerdoti accusati per abusi sessuali.

La crisi relativa alla pedofilia perpetrata negli ambienti ecclesiastici ha colpito gli Stati Uniti in maniera abbastanza continuativa nel corso dell'ultimo anno e mezzo. Il rapporto del Gran Giurì della Pennsylvania sembra essere stato decisivo. Da quel dossier in poi, ulteriori indagini sono state aperte. Molti singoli stati hanno aperto inchieste. Una, per verificare la presunta natura sistematica del fenomeno, è stata promossa in maniera diretta dal governo federale.

Le istituzioni ecclesiastiche, nel frattempo, sono chiamate a ripristinare quella che viene chiamata "credibilità perduta". Papa Francesco, poche ore fa, ha ridotto allo stato laicale l'ex cardinal Theodore McCarrick, dimostrando di voler proseguire con la linea della "tolleranza zero". Quello di "Zio Ted" è il caso più eclatante, perché relativo a un ecclesiastico molto alto di grado da un punto di vista gerarchico. Ma la Chiesa cattolica viva una crisi preoccupante pure sui territori. Tornando alla Virginia, sappiamo che le liste emerse riguardano solo due diocesi: quella di Arlington e quella di Richmond.

A dare la notizia dell'avvenuta pubblicazione è stato il National Catholic Register. I sacerdoti coinvolti in accuse di questa tipologia nel primo territorio citato sono 16, mentre Richmond è interessata da ben 42 casi. Si tratta, come detto, di semplici accuse, ma nel momento in cui vengono resi pubblici i nominativi degli ecclesiastici, di solito, si parte da questo pressupposto: le accuse possono poggiare su basi credibili. Altrimenti si tende a evitare. Bisognerà comunque verificare la sussistenza delle accuse nel corso del tempo. Nel caso della seconda diocesi, del resto, la nota correlata specifica come i sacerdoti in questione siano accostabili a una "credibile e motivata di abuso sessuale contro un minore". Quasi sessanta consacrati, insomma, sono stati tirati in ballo per abusi sessuali.

Un altro passaggio di trasparenza in vista del summit straordinario sugli abusi convocato da Bergoglio per il 21 febbraio.