Visso, solo 3 bagni per gli sfollati. "Siamo terremotati di serie B"

La situazione a Visso, cittadina colpita dal terremoto, è precaria

I bagni chimici sono "la prima cosa che ho chiesto, perché è un bisogno primario di chiunque, non solo delle persone terremotate...ma ancora non sono arrivati". È il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, a lamentare questo ritardo e a farsi portavoce del disagio della popolazione che per ora ha deciso di restare qui, nei diversi punti di aggregazione in tenda, rinviando soluzioni alternative come l'alloggio in alberghi sulla costa adriatica. Nella zona del "piano", alle porte di Visso, c'è la struttura della Croce rossa, dentro ci sono tre bagni: è evidente che non bastano per dar fronte alle esigenze dei terremotati, e tra loro ci sono tante persone in età avanzata ed anche bambini. Il personale della Cri si adopera senza soste per garantire pulizia e accessibilità, ma non basta. Un altro problema è rappresentato anche dalla possibilità o meno di potersi lavare, ovvero disporre di lavabi o comunque punti dedicati e al chiuso, qui le temperature vanno subito giù. Si pone quindi una questione di igiene, personale prima e collettiva poi. Oltre che di dignità. Tra i terremotati comincia a serpeggiare il timore che poiché non ci sono state, per fortuna, vittime nè feriti, allora si sia lasciato dietro qualche passaggio nella fase di immediata emergenza.

Una donna all'Huffington Post poi ha espresso tutta la sua rabbia così: "Qui non c'è nemmeno stato un numero verde, uno di quelli dove raccogli i soldi coi messaggini. E che siamo noi, terremotati di serie B?".