Viterbo, anziana in punto di morte viene derubata della fede. I figli scrivono al ladro

La rabbia dei figli della donna: "Viviamo in una società dove non ci è permesso neanche portare una fede al dito in punto di morte"

Oltre al dolore la rabbia. A Viterbo ci sono due fratelli che non si danno pace. Si chiamano Giuseppe e Rossano, ed hanno perso da pochi giorni la madre. La signora Cristina Felle, 75 anni, era stata ricoverata nell’ospedale di Belcolle nove giorni fa. È venuta a mancare martedì scorso, lasciando dietro di sé il dolore che solo la perdita di una madre può procurare. A questo, però, si aggiungono anche rabbia e sdegno.

Qualcuno ha approfittato dello stato di incoscienza della signora Cristina per introdursi nella sua stanza e rubarle la fede nuziale. “Siamo rimasti basiti – scrivono i due in una lettera aperta diffusa dalla stampa locale – nell’accorgerci che la nostra mamma, al momento del decesso, non aveva più la fede al dito”. Quell’anello, proseguono, “rappresentava l’unione di una vita col marito morto improvvisamente il 5 febbraio 2019 sempre all’ospedale di Belcolle”. Era una fede in oro giallo, sottile e di poco valore, “ma per la mamma e per noi valeva una vita”.

Sopra al letto dove si è spenta la donna, i due, avevano affisso un messaggio, prontamente rimosso dal personale dell’ospedale, indirizzato “a quella persona che ha asportato la fede a nostra madre”. “Devi vergognarti, privare una donna del suo bene più grande”, c’era scritto. Giuseppe e Rossano hanno anche sporto denuncia negli uffici della Questura di Viterbo nella speranza di recuperare l’anello. “Vorremmo avvisare tutte le persone presenti in ospedale di stare molto attente, ma soprattutto che viviamo in una società dove non ci è permesso neanche portare una fede al dito in punto di morte”, sono le amare conclusioni.

Commenti

unghiecondenti

Dom, 31/03/2019 - 18:42

Che squallore !

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Dom, 31/03/2019 - 19:58

un infermiere leghista!

Yossi0

Lun, 01/04/2019 - 07:06

Il problema è il cartello non il furto che forse intacca la buona reputazione dell’ospedale

GioZ

Lun, 01/04/2019 - 10:15

La buona reputazione di un opsedale è fatta anche di affidabilità e sicurezza. Se chiunque può entrare nella stanza di un malato e sfilargli la fede, allora può anche abusare di lui o del corpo morto, e ce ne sono di questi. Telecamere di sorveglianza? Eh, no, per carità, c'è la privacy. E poi verrebbero fuori troppe magagne, compresi medici e paramedici poco scrupolosi o colpevoli. Meglio lasciar perdere, facciamo finta che sia stato un estraneo all'ospedale.