Le voci che rivivono nella letteratura

Nessun dubbio e tutte le certezze. Compie 19 anni la Milanesiana, e mia sorella Elisabetta, eternamente giovane, entra nella maturità portandosi dietro la memoria viva di tanti amici e scrittori perduti: Gian Antonio Cibotto, Valentino Bompiani, Alberto Moravia, Festa Campanile, Umberto Eco... Essi vivono in lei, e intanto le fanno coro intorno le voci degli scrittori amici; una grande famiglia perpetuamente presente in un tempo e in uno spazio interiore: Amos Gitai, Sandro Veronesi, Ermanno Cavazzoni, Claudio Magris, Tahar Ben Jelloun, Furio Colombo, Morgan, Carmen Pellegrino, Pupi Avati, Giulio Giorello, Edward Carey, Giordano Bruno Guerri. Attraverso i loro pensieri che rispecchiano la vita nelle loro vite, Elisabetta sente le voci care di chi le fu più vicino: mia madre e mio padre. La letteratura non è letteraria: è una continua confessione, un modo di essere della vita, di infinite vite. E, mentre gli scrittori parlano, i nostri genitori si affacciano dal cielo, e ascoltano, continuano a essere con noi, perché l'umanità ha una sola voce, e la letteratura ne intercetta tutte le sfumature: «C'è una voce nella mia vita, che avverto nel punto che muore; voce stanca, voce smarrita, col tremito del batticuore...». I versi di Pascoli dicono di suo padre, e dicono anche del nostro che, scomparsa mia madre, le dedicò un fiume di parole amorose nel libro: Lei mi parla ancora. Nessuno muore. Dentro di noi tutto vive. Per questo esiste la letteratura.

Commenti

alox

Mer, 11/07/2018 - 00:04

Non so' perche' ma leggendo queste poche righe quasi quasi rilego "il mulino del po'" di Bachelli… Nessuno muore. Dentro di noi tutto vive. Per questo esiste la letteratura.

asalvadore@gmail.com

Mer, 11/07/2018 - 00:07

Gli Italiani non hanno mai letto, le prime edizoni non superavano le 5000 copie. Solo una piccola minoranza della borghesia regalava ai suoi figli i volumi della Scala d'Oro, fra i fortunati c'ero pur io. Ma vera lettura incominció nel Liceo nella classe di Storia e filosofia quando mi fu assegata la lettura della Politica di Aristotele. Le prime 30 pagine furono una tortura, ma poi imparai a godere della eleganza del discorso. Feci rilegare il libro, é ancora con me. Editore Laterza,1925.

Agev

Mer, 11/07/2018 - 12:20

Il Sistema Mente Umana (SMU) è distinto in tre meccanismi principali: l'inconscio o mente genetica, il subconscio e il conscio. Questi tre componenti unite formano ciò che la maggior parte chiama coscienza. Da dove vengono i pensieri.. I modelli base e la totalità dei pensieri provengono dal subconscio e dall'inconscio o mente genetica. Quindi , nonostante l'individuo si creda unico, separato e particolare, in realtà non lo è. Non nel contesto del Sistema Mente Umana. Il Sistema Mente Umana(SMU)è il velo più opaco e distorto posto tra l'umanità e il suo vero Sé corrompendone il suo auto- espressione nei reami che noi chiamiamo realtà. Quindi Signori miei il 99,99% di ciò che è stato pensato e scritto non vi serve più..Appartiene alla vecchia realtà ed a ciò che non può più vivere sulla Terra.. Quindi.. Per Vivere ed accedere alla nuova realtà è essenziale dimenticare-disimparare l'imparato.. Non vi serve più . Con Affetto.. Gaetano