Così il liberismo rende il mondo sempre più vicino

In autunno il primo low-cost da Roma. Il liberismo funziona

A poche ore di distanza l'una dall'altra, due notizie d'agenzia ci hanno ricordato in che strano e formidabile mondo viviamo: dove ciò che un tempo non si poteva neppure desiderare, ora è diventato alla portata di ognuno.

La prima vicenda riguarda la telefonia. Dal 15 giugno, infatti, in tutto il Vecchio continente potremo chiamare chi vogliamo anche al di fuori dei confini nazionali e senza costi aggiuntivi. Ha ragione chi contesta la modalità (senza dubbio dirigista) che ha portato a questo esito: imposto dall'Unione europea a tutti gli operatori. Ed è anche possibile che questo induca ora i gestori ad alzare le tariffe. Il dato fondamentale, però, è un altro: ed è che viviamo in un universo in cui, grazie al capitalismo, riusciamo ad avere a prezzi assai contenuti un'incredibile varietà di beni e servizi, come mai era successo prima.

L'altra novità riguarda il trasporto aereo, dato che la Norwegian sta vendendo biglietti aerei di 179 euro da Roma a New York. Questo significa che la rivoluzione del low cost ormai sta interessando anche i voli di lungo raggio. Se solo si pensa a quanto era costoso spostarsi oltre Atlantico venti o trent'anni fa, ci si rende subito conto di quali cambiamenti sono avvenuti sotto i nostri occhi.

È legittimo essere critici rispetto a molti elementi della società in cui viviamo ed è vero che le nuove generazioni hanno a che fare con difficoltà inedite: specie in una realtà come quella italiana. Al tempo stesso, oggi un ragazzo può facilmente connettersi con tutto il mondo, telefonando o viaggiando, come mai era successo prima.

Queste due notizie ci dicono anche che, al di là di tante difficoltà che non vanno sottovalutate, non sarà facile bloccare quel processo di globalizzazione che ha modificato così in profondità il mondo in cui viviamo. Chi oggi ha cinquant'anni ricorda bene i gettoni del telefono della Sip e sa quanto fosse costoso, un tempo, andare a Londra, Parigi o Los Angeles. Le nuove generazioni vivono in un universo ben differente e se non si trovassero sulle spalle i problemi generati da decenni di logiche stataliste (si pensi al debito pubblico) potrebbero guardare con ottimismo al domani.

Nonostante burocrati e politici, è comunque vero che viviamo ormai entro un universo che assomiglia sempre più ai nostri sogni di quando eravamo bambini: quando ci sarebbe piaciuto avere un cinema in casa, spostarsi ovunque con la massima facilità, accedere a ogni testo e ogni altro documento senza uscire di casa, discorrere (anche in video) con persone che vivono a migliaia di chilometri di distanza.

Il libero mercato ha permesso alla tecnologia di esprimersi al meglio e, fino a oggi, lo Stato non è riuscito a bloccare un'evoluzione tanto affascinante e benefica. È ragionevole pensare che anche nei prossimi anni il dinamismo della concorrenza e la creatività degli uomini d'impresa ci offriranno molte nuove sorprese.