«Con WR.UP e scarpette così vi farò (s)ballare»

La danza accende passioni e ispira il guardaroba: dopo il pantalone in jersey brevettato, adesso la nuova linea con il tubino nero comodo e glam

«What a feeling. I can really have it all. Take your passion, make it happen». Irene Cara con Flashdance... What a Feeling, tratta dall'omonimo film e vincitrice dell'Oscar per il miglior brano nel 1984, cantava un'attualissima ricetta anticrisi. «Che sensazione, (ballando ndr) posso davvero avere tutto. Prendete la vostra passione e fatela accadere». La danza diventa motivo per cui lottare, sperare e innamorarsi tanto che tutti i film dedicati a questo sport hanno raccontato storie di ragazzi che si salvano grazie ai propri sogni. Come Alex (Jennifer Beals) in Flashdance (1983), operaia di giorno e ballerina di notte. La scena dell'allenamento in casa in body e scaldamuscoli sulle note di Maniac è un cult, come la sigla e le storie dei protagonisti di Fame (Saranno Famosi ), la serie televisiva andata in onda dal 1982 al 1987. L'insegnamento è sempre lo stesso: non fermatevi davanti alle difficoltà, siate voi stessi e inseguite le vostre passioni; prima o poi verrete premiati. Da qui il successo di Billy Elliot , Save The Last Dance e, diciamolo, pure di Amici di Maria De Filippi, un programma che ha trasformato la danza in sport nazionale, creando uno stuolo di fan delle scarpette da punta e che ha lanciato una nuova moda da strada ispirata ai look degli studenti della scuola. E se nel 2001 nel guardaroba femminile non poteva mancare un pantalone di Dimensione Danza, oggi è tempo delle WR.UP addict, delle fan del pantalone in jersey brevettato da Carlo Freddi, un insieme di tagli, inserti e materiali innovativi in grado di esaltare la silhouette grazie a un inconfondibile effetto shaping che aiuta anche chi ha problemi di circolazione. In due anni ne sono stati venduti 2 milioni, dalla Groenlandia al Botswana; l'ultimo record risale a un mese fa quando una signora dell'Arabia Saudita ha comprato 38 WR.UP in un colpo solo. «Ho sempre avuto due passioni: lo sport e le innovazioni. Così a 19 anni decisi di fondare un'azienda con l'obiettivo di creare qualcosa per gli sportivi che altri non avevano mai realizzato», racconta Carlo Freddi. L'imprenditore inaugura la Freddy nel 1976 e si dedica alla produzione di scarpette per la ginnastica ritmica e a mezza punta per la danza. Con l'affermazione dell'aerobica (anni '80), della moda hip hop e funky (anni '90) e la tendenza street dance degli anni 2000 Freddi presenta collezioni con materiali da lui stesso brevettati. Dopo aver vestito la squadra olimpica italiana per i Giochi Olimpici di Pechino 2008 (54 le taglie realizzate per mille persone, tra dirigenti e atleti, dal lanciatore di peso al cestista) e Vancouver 2010, è arrivata la collaborazione con l'Accademia e il Teatro alla Scala di Milano e la Federazione Ginnastica Italiana. Pochi giorni fa l'ultima rivoluzione: Freddy ha deciso di regalare la versione WR.UP dell'intramontabile tubino a tutte le donne (disponibile fino alla XL). Il WR.UP Denim, ovvero la versione in tessuto bielastico jersey-elastan trattato effetto jeans, ha già conquistato Rocio Muños Morales e le Farfalle (le campionesse azzurre della Ginnastica Ritmica). Perché se non c'è più confine tra sport e fashion, se i prodotti da palestra vanno indossati per strada, Carlo Freddi ha pensato per primo a rendere la ballerina (la 3PROballerina), il leggings, la salopette e il tubino comodi e glam 24 ore su 24, sette giorni su sette.