Yara, fermato il mitomane della lettera di Rho

Fermato a Bergamo l'uomo che nei giorni scorsi ha lasciato una scritta nella chiesa di Rho (Milano) dicendo di aver ucciso Yara Gambirasio

Le forze dell'ordine hanno fermato, a Bergamo, l'uomo che nei giorni scorsi ha lasciato una scritta sul registro della chiesa di Rho (Milano), dicendo di essere l'assassino di Yara Gambirasio. Si tratterebbe, come era stato ipotizzato fin dall'inizio, di un mitomane.

L'uomo è un sessantenne residente nella città orobica: stamattina si è presentato alla redazione de "L’Eco di Bergamo", dicendo di voler fornire la sua versione dei fatti. Proprio nelle vicinanze della redazione del quotidiano è stato intercettato subito dopo dalla polizia e portato in questura. La cabina telefonica dalla quale era partita la chiamata all’ospedale di Rho era situata davanti a Palazzo Rezzara, sede del giornale. Ora il sessantenne si trova in questura: è un ex collaboratore di giustizia, ora senza protezione. Di origine meridionale, vive da anni a Bergamo. Gli inquirenti, dopo il fermo, hanno ascoltato il suo racconto: nulla che abbia a che vedere con una svolta sul caso di Yara. Poco prima ai giornalisti aveva spiegato di essere stato frainteso e che voleva semplicemente attirare l’attenzione su un fatto a lui noto e che, a suo avviso, poteva essere collegato al caso Yara, senza però mai voler far intendere che fosse lui l’assassino.

Due giorni fa al centralino dell'ospedale Salvini di Garbagnate, era arrivata una telefonata smistata poi alla sede di Rho. Un anonimo diceva che sotto la porta della chiesetta della struttura sanitaria avrebbero trovato una lettera.  Chiedeva poi di avvisare subito il cappellano, don Antonio Citterio. Nella lettera c'era scritto: "Ho scritto io quel messaggio (trovato nel registro della chiesa, ndr) per portare attenzione sull’omicidio di Yara. Sono a conoscenza di alcuni fatti che rivelerò solo a don Antonio". Testo scritto a mano, niente firma. Sul caso hanno indagato gli uomini del commissariato di Rho-Pero, della questura di Bergamo e una squadra speciale della polizia di Roma.

Commenti

icarius

Ven, 09/08/2013 - 14:58

comunque, prima di fare altre cavolate e togliere ogni dubbio sulla sua mitomania, eseguire la prova del Dna, una più una meno ormai è questa la strada da seguire

Holmert

Ven, 09/08/2013 - 16:04

Come mai la magistratura non ha inquisito Berlusconi? Non può non sapere chi è stato!

maurizio50

Ven, 09/08/2013 - 16:51

Per Holmert. Attento a dare suggerimenti in questi casi. Qualche mentecatto del cosiddetto PD, (su tutti Epifani) alla fine potrebbe tirare in ballo il Cavaliere per responsabilità indiretta nella vicenda!!!!!!!!!!!!!!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Ven, 09/08/2013 - 17:53

Non è che anch'io sia un paranoico nel dover spesso segnalare la carenza di informazione in queste cronache, ma è impossibile per quanti ripongano seria attenzione su quanto è scritto nell'articolo non lagnarsi della confusione del narrato, dove la ricerca di coerenza nei riscontri prodotti rimane lettera morta. Non se ne esce con il convincimento che realmente sia un mitomane, che non sia o sia l'autore degli scritti, che sia stato sottoposto ad un certo tipo di inquisizione, che abbia un trascorso di collaboratore positivo o meno della polizia, di quale tipo. E' un pastrocchio tale da lasciarci soltanto confusione.

blackbird

Ven, 09/08/2013 - 18:51

"ex collaboratore di giustizia, ora senza protezione" cerca una nuova occupazione come colaboratore?

lento

Ven, 09/08/2013 - 19:05

Sembrava che gli inquirenti sta volta,riuscivano a chiudere un caso .senza ombre di dubbio.Purtroppo non e' cosi!

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Ven, 09/08/2013 - 21:38

Questo mitomane è collaboratore di giustizia? Quanti poveracci ha inguaiato?