Zika, quattro casi in Veneto

C’è un quarto caso di positività al virus Zika accertato in Veneto. Lo rende noto l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, che in precedenza aveva dato conto dei tre casi fin qui registrati dall’inizio dell’anno

C’è un quarto caso di positività al virus Zika accertato in Veneto. Lo rende noto l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, che in precedenza aveva dato conto dei tre casi fin qui registrati dall’inizio dell’anno. Il quarto paziente è stato confermato dalle analisi eseguite dal laboratorio di riferimento di Padova. Si tratta di una persona italiana, tornata da un viaggio nella Repubblica Dominicana, curata all’Ospedale civile di Venezia. Le sue condizioni sono buone. "La comparsa di qualche caso - afferma Coletto - non deve destare alcuna preoccupazione, sia perchè sinora si tratta di persone tutte appena rientrate da zone a rischio, sia perchè abbiamo la dimostrazione che la macchina dei controlli e delle cure funziona".

Intanto nuovo allarme dal Brasile sulle forme di trasmissione del virus Zika: la fondazione Fiocruz (vincolata al ministero della Sanità) ha scoperto che anche saliva e urina possono contenere "tracce di virus attivo", ovvero con potenziale di infezione. "Non possiamo ancora affermare che il rischio di contaminazione via saliva o urina non esista, il nostro consiglio è che almeno le donne incinte evitino luoghi molto affollati", ha detto il presidente della Fiocruz, Paulo Gadelha.

Commenti

Raoul Pontalti

Sab, 06/02/2016 - 00:48

Nessun rischio attuale: fossero giunti in Italia in fase viremica (ossia con il virus circolante nel sangue) i quattro in questione non vi sarebbe stata possibilità di endemizzazione in Italia per trasmissione ai vettori locali poiché nella stagione invernale anche Aedes albopictus (zanzara tigre) uno dei vettori accreditati da noi è in fase di riposo invernale. Il rischio reale si prospetterà in primavera se incauti turisti, recatisi senza precauzioni nelle zone a rischio, torneranno con una bella infezione da trasmettere alle nostre zanzare tigri. Non è ancora noto peraltro se il virus, oltre che a determinati vettori e serbatoi, sia legato a particolari condizioni termiche ambientali.