Crono, Nibali regge Ora è il favorito per la vittoria finale

Nel 2011 il settore dei giochi festeggerà l’ennesimo record con una raccolta di oltre 75 miliardi grazie al successo dei nuovi prodotti: videolottery, casinò games e poker cash. Nel 2010 il movimento era stato di 61,4. La stima è legata a due aspetti: da un lato al movimento dei primi sei mesi pari a 35,8 miliardi, in crescita del 19,3% rispetto allo stesso periodo di un anno fa; dall’altro alla stima del secondo semestre che dovrebbe raggiungere i 40 miliardi con il lancio di casinò games e poker cash, partiti solo un mese fa. E nel 2012 la raccolta, secondo una stima di Agicos, è attesa oltre la quota di 80 miliardi. Ma torniamo ai numeri del primo semestre. Le vincite sono state di 26,9 miliardi, vale a dire il 75,1% del giocato. A concessionari ed esercenti sono toccati 4,3 miliardi. In equilibrio invece il gettito erariale che da gennaio a giugno è stato di 4,6 miliardi e a fine anno si assesterà poco sopra i 9 miliardi, più o meno come nel 2010.
La dicotomia fra raccolta e gettito è dovuta al fatto che i nuovi prodotti restituiscono vincite elevate, attorno al 90%, e beneficiano di aliquote molto basse. Ma qualcosa dovrà cambiare sulle aliquote fiscali se il Governo, suscitando le perplessità del Servizio Bilancio del Senato, vorrà ottenere un miliardo e mezzo in più nel 2012. Per raggiungere questo obiettivo, l’aliquota media dovrebbe aumentare di almeno un punto. Altrimenti la valutazione sarà completamente disattesa. Nel dossier relativo al provvedimento, i tecnici del Senato sottolineano: “La norma appare configurata come la generica enunciazione di un obiettivo in termini finanziari, senza definire in modo specifico gli interventi necessari per realizzarlo. La relazione tecnica non fornisce infatti alcun elemento, neanche di carattere indicativo, che permetta di verificare la concreta realizzabilità del maggior gettito di 1.500 mln indicato dalla norma”. E ancora: “I dati di fonte Aams evidenziano la tendenza ad una progressiva diminuzione percentuale dell'utile erariale rispetto al volume della raccolta”. Niente di più probabile quindi che le imposte aumentino.
Lo sciopero della Serie A, oltre a rendere meno consistente la raccolta di agosto, ha costretto i provider italiani a restituire le somme giocate nella prima giornata (all’incirca una ventina di milioni) secondo il regolamento in vigore. Il trend continua a essere in discesa. Perché la raccolta delle scommesse sportive nei primi sette mesi è stata di 2 miliardi e 244 milioni, il 13,7% in meno rispetto allo stesso periodo del 2010 (2,6 miliardi). E pensare che lo scandalo del calcioscommesse non ha provocato un calo nelle scommesse sui trasferimenti di mercato (il 90% ci ha visto giusto su Vucinic e Pastore) e sull’antepost di Serie A. Dove curiosamente il 50% ha scommesso sullo scudetto dell’Inter e solo l’11% su quello del Milan, campione in carica. In antitesi con le quote dei bookmaker. Al secondo posto la Juventus che ha raccolto i favori del 21% degli scommettitori. Al tifo non si comanda, almeno in estate.