Il cronometro da record grazie a un movimento ad altissima frequenza

Il 2009 di Audemars Piguet viaggia sul filo della tradizione più autentica. Una scelta splendidamente sostenuta e connotata dalla realizzazione di un modello pensato e studiato per partecipare ad un Concorso di Cronometria. Proprio così, un evento che non si verificava più dalla fine degli anni '60 e che, oggi, l'Osservatorio di Neuçha^tel ha voluto riproporre. Un'occasione unica alla quale la prestigiosa Maison di Le Brassus ha aderito con entusiasmo confermando, se ancora ce ne fosse bisogno, che la ricerca della precisione assoluta costituisce tuttora la sfida suprema dell'alta orologeria.
Ed ecco, allora, il Cronometro Jules Audemars, dotato, a tale scopo, del calibro AP 2908, con un bilanciere oscillante a 43.200 alternanze/ora (6 Hz, una frequenza altissima tale da garantire affidabilità nel tempo, compatibilmente con l'usura dei materiali), completato da due spirali sovrapposte e invertite di 180° (compensano in tal modo il susseguirsi di posizioni verticali e orizzontali dell’orologio, svolgendo una funzione assimilabile a quella del tourbillon) e, soprattutto, da uno scappamento ad impulso diretto.
In un test effettuato su 18 giorni di funzionamento, il Cronometro Jules Audemars (unica versione in platino, dal costo di 182.000 euro) ha evidenziato uno scostamento medio dalla precisione assoluta di 1,4 secondi. Il quadrante prevede una struttura tridimensionale, con la lastra circolare preposta all'indicazione di ore/minuti smaltata bianca e decentrata al 12 (numeri romani serigrafati neri, lancette a pera in acciaio azzurrato), il quadrantino dei piccoli secondi in basso e, a vista, indicazione della riserva di carica, del bilanciere e del doppio bariletto.
La collezione Jules Audemars ha accolto anche un cronografo «d'altri tempi», a due contatori, meccanico automatico e dall'inequivocabile grafica anni '20/30: contatori dal dimensionamento contenuto, numerazione araba serigrafata nera dal tratto corposo e sinuoso su quadrante laccato bianco, minuteria a chemin de fer con indicazioni in rosso ogni cinque unità e scala tachimetrica periferica. Viene proposto in oro rosa e bianco, su cassa dal diametro di 41 mm.
Infine, è ancora l'epoca pionieristica dell'orologio da polso ad ispirare la collezione Tradition: a un modello da tasca del 1923, l’Audemars Piguet si è ispirata per tre orologi da polso, in platino e oro bianco, di 43 mm di diametro: un automatico ultrapiatto; un Calendario Perpetuo e, infine, il modello più fedele al suo precursore, ossia un Calendario Perpetuo con Ripetizione Minuti, che illustriamo in questa pagina. Dotato di un movimento meccanico manuale e composto da 435 parti, presenta tutte le indicazioni del calendario perpetuo ad affissione analogica (ciclo bisestile al 3), con la slitta preposta all'attivazione della ripetizione minuti ben dissimulata sul fianco sinistro della cassa.
L'interpretazione preziosa dell'orologio per signora si sposa egregiamente con la connotazione sportiva della cassa Royal Oak nella collezione Tuxedo, lanciata quest’anno. Prevede due versioni in oro bianco (la più grande è anche adatta a polsi maschili), movimenti meccanici a carica automatica, con cassa e lunetta completamente incastonate da diamanti di taglio brillante (3,8 carati circa nella variante femminile). Una finitura che esalta il quadrante laccato nero, dall'eterea profondità, ricoprendo di brillanti gli 11 indici a barretta (quello al 12 è costituito dal logo della Maison) e le lancette a bastone: un connubio d'intensa eleganza al quale s'integra assai bene il cinturino in pelle nera, ma trattata in modo da conferire alla superficie insospettabili effetti di luce e di morbidezza.