Crosetto: "Ignobile sparare sullo Stato per ragioni di share"

Il sottosegretario: "Anche i colleghi di sinistra mi hanno scritto sms indignati. Bertolaso, lodato all'estero, qui lo attaccano per colpire il governo. Le vignette di Vauro? C'è stato il gelo, ero tentato di alzarmi e strapparle"

Sottosegretario Guido Crosetto, l’altra sera anche lei era ospite all’«Annozero» delle polemiche. Cosa le ha dato più fastidio?
«Mischiare la sofferenza umana e la morte con le polemiche: ignobile. Ci vuole un briciolo di rispetto per una tragedia così immane».
Ma le polemiche ci sono sempre in questi casi, no?
«Anche se ci fossero oggettive ragioni per delle accuse specifiche alla Protezione civile, che tra l’altro non ci sono, in queste ore bisognerebbe soprassedere».
Perché quegli attacchi a Bertolaso?
«Non me lo spiego: da tutto il mondo arrivano elogi alla tempestività e all’efficacia dei soccorsi. Americani e tedeschi in testa hanno ammesso che loro non avrebbero saputo fare meglio».
E allora come si spiega le critiche?
«C’è un’inconcepibile necessità di attaccare per forza qualcuno. E magari si pensa anche che siccome c’è al governo Berlusconi, bisogna sparare sullo Stato».
Della serie: piove, governo ladro; c’è il sole, governo ladro?

«Sì, e questo dimostra carenza di cultura, di senso civico e civile. Per fortuna la politica ha mostrato tutt’altra faccia».
A cosa si riferisce?
«Al fatto che molti esponenti dell’opposizione hanno giustamente riconosciuto l’ottimo lavoro che si sta facendo. E le dirò di più».
Dica.
«L’altra sera, quando indignato ho difeso Bertolaso e i suoi uomini, ho ricevuto degli sms da alcuni colleghi di sinistra che mi hanno elogiato».
In effetti s’è notato che era alquanto imbarazzato.
«La trasmissione ha indignato tutti, non solo me. Ero indignato come cittadino, non come esponente del Pdl. Credo che il marketing non debba entrare in una trasmissione che vuol fare informazione».
Che c’entra il marketing?
«Siccome una trasmissione ha successo se suscita emozione, Santoro ha voluto premere il tasto delle emozioni negative per ragioni di share».
Le vignette di Vauro: legittima satira o stucchevole cinismo?
«Si dimostra intelligenza quando si è in grado di tacere. Dopo la prima vignetta sulla via crucis, che giustamente non voleva far ridere, poteva dire: “Le altre non le faccio, mi fermo qui”. Sarebbe stato apprezzato da tutti, non trova?».
A dire il vero perfino Santoro sembrava imbarazzato.
«Guardi, in studio c’è stato il gelo. Giustamente. Ero tentato di alzarmi e stracciare quelle vignette».
In trasmissione ha detto: «La domanda giusta da fare è capire chi ha costruito quelle case? Chi ha diretto i lavori? Chi non ha fatto i controlli». Riusciremo a scoprirlo?
«Certo. Invece di sparare nel mucchio, di colpire ideologicamente tutti che è come non colpire nessuno, bisogna capire dove sono le responsabilità caso per caso».
E come si fa?
«Se si è sbriciolato un edificio costruito nel 2000, quando erano in vigore precise norme di legge, si può sapere chi ha progettato, costruito, seguito i lavori di quella casa. Andiamo a vedere le singole imprese coinvolte: un modo serio di fare giustizia».
Si ha un’idea della cifra necessaria per ricostruire?
«È troppo presto ma ci vorranno miliardi di euro. Ora il problema maggiore è la gestione dell’emergenza. Ha idea di cosa vuol dire gestire tendopoli di 30mila persone?».