Crotone, ingegnere ucciso come Pasolini. Presi due giovani

Risolto il caso dell'omicidio di Antonio Saracino. Si era appartato venerdì notte con due giovani che, dopo una lite, lo hanno ammazzato. Quindi hanno tentato di prelevare con il bancomat della vittima. Ripresi dalle telecamere dello sportello, sono stati arrestati

Crotone - Due giovani, dei quali non si conosce ancora l’identità, sono stati fermati dai carabinieri a Cosenza con l’accusa di essere i responsabili dell’omicidio dell’ingegnere Antonio Saracino, di 33 anni, di Crotone, ucciso nella notte tra venerdì e sabato scorsi a Dipignano (Cosenza). Nei confronti dei due giovani è stato eseguito un provvedimento di fermo emesso dal sostituto procuratore della repubblica di Cosenza, Claudio Currelli. A carico dei due fermati, nel corso delle indagini svolte dai carabinieri della Compagnia di Cosenza, sono emersi gravi indizi di colpevolezza in ordine all’omicidio di Saracino, provocato da un movente sessuale. E i due avrebbero confessato.

Filmato della banca I due fermati sarebbero cosentini, residenti nel centro storico, già noti alle forze dell’ordine. A tradirli sarebbe stato la carta bancomat della vittima che i due avrebbero tentato di utilizzare sabato sera, venendo ripresi dalle telecamere della banca presso il cui sportello avevano tentato l’operazione. Lunedì mattina il direttore della banca ha trovato la carta ritirata dall’apparecchio bancomat dopo due tentativi andati a vuoto di prelevare danaro e ha avvisato i carabinieri che dalle immagini riprese dalla video camera interna della banca hanno riconosciuto i due. 

Come Pasolini Ucciso come Pier Paolo Pasolini. L’assassinio di  Saracino ha avuto le stesse modalità di quello del regista e per un movente simile. L’omicidio è avvenuto in una zona di Dipignano, a pochi chilometri da Cosenza, appartata e frequentata da coppie anche omosessuali. Il professionista era giunto nella zona a bordo della sua automobile insieme ad altre due persone con le quali, non si sa ancora quanto tempo dopo l’arrivo dei tre sul posto, Saracino avrebbe avuto una lite scatenata, presumibilmente, da un movente sessuale. La lite tra i tre è proseguita anche dopo che Saracino è sceso dall’auto. Il professionista è stato colpito ripetutamente alla testa con una pietra. I due assassini sono poi saliti sull’auto del’ingegnere e sono passati più volte sul corpo del professionista. Quindi sono scesi dalla vettura e si sono allontanati a piedi.