Crt punta sulle «Reti»

da Milano

Alla Fondazione Crt viene attribuita l'attenzione su molti dei dossier finanziari caldi del momento. Come Telecom e Unicredit-SocGen, essendo l'Ente torinese socio di entrambe le banche. Tanta attenzione è forse legata agli ottimi risultati economici, presentati proprio ieri. «I migliori di sempre - dice il segretario dell'Ente, Angelo Miglietta - basti pensare che il patrimonio a valori di mercato, che a fine 2006 era di 6 miliardi, ora è arrivato a 6,6». Di cui oltre il 50% deriva dalla partecipazione del 4,75% in Unicredito. Il livello nominale è invece di 2,4 miliardi, a fronte dei quali Crt ha portato a 167,1 milioni le erogazioni (109,7 milioni nel 2005), su un avanzo di 321 milioni (più 76,3%). Il consiglio d'indirizzo del gruppo, rinnovato ieri, avrebbe per questo espresso largo consenso per confermare alla presidenza Andrea Comba, che mantiene anche la guida del cda. Ora l'attenzione si sposta alle prossime mosse della Fondazione. Che, ricorda Miglietta, «è storicamente sempre stata tra le più attive nel settore delle infrastrutture». Non a caso quando ci fu la privatizzazione di Autostrade, Crt entrò tra i soci di Schema 28. E alla fine si trovò a essere l'unica Fondazione presente. È azionista anche della Milano-Torino e ha avuto un ruolo molto importante nella nascita di Iride, cioè nell'integrazione tra Amga e Aem Torino, essendo azionista di entrambe. Per questo Crt è tra i candidati a entrare in Telecom. Ma Miglietta non si sbilancia: «Al momento non abbiamo avuto richieste di intervento». E ricorda il principio imperativo degli interventi di Crt: devono avere un ritorno sul territorio di riferimento ed essere sollecitate nell'ambito di un intervento del sistema Fondazioni. Per quanto riguarda Unicredit-SocGen, da Torino nessun commento. Tranne un messaggio forte per Profumo: «Come azionisti siamo in totale sintonia con il management. Non possiamo che essere molto soddisfatti di come si è sempre mosso».