Crt, in scena il mondo delle chat

«A different language», un amore nato nel Web

Valentina Fontana

Benvenuti nel favoloso mondo delle chat, così lontano dal tutto razionale e controllato, dalle maschere, ruoli, situazioni che costruiscono la nostra identità sociale. Benvenuti nel mondo della comunicazione fasulla, nel traffico babelico di messaggi virtuali, dove si assume l'identità fittizia che protegge, che permette di interpretare finalmente i vari caratteri e personaggi, consentendo paradossalmente al noi di esprimersi attraverso diversi linguaggi.
Qui si incontrano, chattano, si scoprono nella loro apparente non identificazione Woman e Uomo, un uomo e una donna di cui non si conosce nulla, se non che sono soli e che Uomo parla in italiano e Woman in inglese. Non importa sapere la loro posizione, la figura sociale che vestono abitualmente, il loro contatto nasce casualmente da un'esigenza personale, la paura d'amare, e il gioco di ruolo in cui sono coinvolti chattando è l'inizio di una reale storia d'amore.
Così A different language, il testo teatrale di Renato Gabrielli in scena fino a domenica al Crt - sfida la differenza di linguaggi, di comunicazione, di culture, attraverso una drammaturgia fruibile ai diversi mondi.
«La struttura della storia è molto semplice - spiega Sergio Romano, nel ruolo di Uomo -. Il tema è tra i più comuni: l'innamoramento, un uomo e una donna qualsiasi che chattano alla ricerca dell'anima gemella. Al di là dell'ambiente il motivo della commedia è Woman e Uomo, due persone che cercano di completarsi. Diventano così Petal e Cinzio, due inibitissimi single alla ricerca dell'altra metà o due coach-terapeuti di un'agenzia d'incontri imbattibili per il training «preparatorio» delirante, a base di test psicologici, portamento, danzaterapia, ... Ma per provare l'amore vero, per non perdersi nella comunicazione amorosa, Uomo e Woman devono necessariamente togliersi dal gioco di ruoli».
«A different language - continua l'attore - rappresenta una grande sfida: domina la differenza, culturale, linguistica, sessuale. In scena infatti Selina Boyac dà vita e voce all'anglofona Woman, Uomo invece parla in italiano, e nonostante questo il pubblico capisce anche se non conosce una delle due lingue. La differenza linguistica è al centro dello spettacolo anche a livello metaforico dimostrando come Renato Gabrielli e il regista Graham Eatough, uno dei fondatori della compagnia Suspect Culture, portano in teatro un nuovo modo di comunicare».