CRUCIFIXUS Un «sacro» festival di teatro

Protagonista assoluto nella storia dell'arte, il sacro lo è un po' meno in quella dello spettacolo, soprattutto in teatro. Un'importante finestra su come la spiritualità religiosa possa essere materia per il palcoscenico è il Festival di Primavera Crucifixus, appuntamento lombardo cresciuto al punto da essere riconosciuto come la principale rassegna italiana di teatro sacro.Quella del 2007 è la sesta edizione, ed è caratterizzata da numeri di peso: 25 giornate, 24 spettacoli, 59 repliche, 130 artisti coinvolti. Scenario del festival, che partirà oggi per concludersi il 10 aprile, saranno 23 comuni delle province di Bergamo e Brescia, per la maggior parte della val Camonica.
«I comuni e il territorio sono i veri protagonisti della rassegna - spiega Carla Bino, che con Claudio Bernardi si occupa della direzione artistica -. Sempre più gruppi e persone sono coinvolti nei vari progetti, oltre alle istituzioni pubbliche e private. Da parte di queste ultime, in particolare, riscontriamo la voglia di investire nella cultura della propria terra anche senza un ritorno pubblicitario immediato. Hanno capito che ciò migliora il proprio stile di vita». Il protagonismo delle genti del luogo è letterale in un caso specifico e affascinante, quello di Zone. Un paese di più di duecento anime che partecipano alla messa in scena del Legno della Santa Croce, ovvero la passione di Cristo (23 e 25 marzo). Un esempio di teatro sinceramente popolare, che i cittadini praticano nelle case, nelle vie e nelle piazze. Grandi professionisti, invece, animano le altre rappresentazioni, a cominciare da Franco Nero. La Passione di San Giovanni di cui è protagonista inaugura la rassegna (17 marzo a Breno), riproponendo una pagina già affrontata in passato da Piera Degli Esposti e da Giorgio Albertazzi. Il giorno dopo, a Pisogne, la parola passa alla musica con i canti della spiritualità ebraica di Kavanàh, affidati a Moni Ovadia e all'Arkè String Quartet.
Ancora musica con Paolo Fresu e il suo Mistico Mediterraneo (23 marzo a Corte Franca), progetto di studio sull'incrocio delle polifonie sarde e corse. Classicissimo teatro, infine, per la chiusura: Franco Branciaroli interpreta Figlia di suo figlio (6 aprile a Bienno, 10 aprile a Brescia), ovvero la passione secondo San Bernardo di Chiaravalle.Quasi tutti gli spettacoli sono stati creati per il festival; tra gli altri interpreti figurano anche Marco Baliani e Andrea Giordana. Decisamente significativo è l'appuntamento con Polifonie divine (Pisogne, 9 aprile), coro di trenta cantori appartenenti a quindici religioni diverse. Il dialogo, attraverso la musica.
Crucifixus
province di Bergamo e Brescia
fino al 10 aprile