Cruise, Madonna, Gibson le star del cinema vanno a caccia di proseliti

Si schierano anche Demi Moore, Kelly Preston e la Presley

Silvia Kramar

da New York

Fino a qualche anno fa, quando le star di Hollywood volevano uscire dai dialoghi dei copioni ed esprimere opinioni personali, quando volevano dimostrare al mondo di essere personaggi tridimensionali e non piatti come lo schermo argentato, lo facevano gettandosi in politica. Partecipando ai rally, alle tavole rotonde, rilasciando dichiarazioni infuocate. C'era chi si diceva pacifista, in tempo di guerra, chi si diceva democratico, in una Casa Bianca repubblicana; e chi vantava ambizioni elettorali.
Adesso che invece la cultura americana e i dibattiti più scottanti si stanno spostando sul piano spirituale, in un revival di chiese e di sette, anche le star californiane diventano portavoci di culti e religioni. Facendosi guerra a vicenda; una guerra, per così dire, dei due mondi: di quello da cui provenivano e di quello in cui, adesso, credono. Poiché, come sempre, anche queste grandi star si sono rifatte un'identità religiosa, abbandonando la vecchia «pelle» di una volta in una Hollywood in cui conversioni e miracoli sono ormai all'ordine del giorno. Tom Cruise, naturalmente, è in prima linea e la sua attività di proselitismo cresce di giorno in giorno grazie anche al furore dei giornali. D’altronde le nuove «crociate» religiose di Hollywood stanno finendo sulle prime pagine in questi giorni caldi di un'estate a corto di grandi film. Soprattutto perché, a combatterle, sono tre star assai popolari come lui, Mel Gibson e Madonna. Tutti e tre giunti «nel mezzo del cammin» della loro vita sono stati colpiti, come un fulmine a ciel sereno, da un richiamo spirituale che li ha portati a diventare, rispettivamente, portavoci del cattolicesimo tradizionalista, delle sette della Scientologia e della Kabbala ebraica, rivista e corretta per la new age californiana.
Madonna, cresciuta da ragazzina italo americana cattolica nel Milwaukee, grazie alla kabbala sta abbandonando la via del peccato. Proprio lei che era diventata famosa grazie ai video ed ai balletti hard, che aveva abbracciato l'omosessualità come bandiera di libertà, che aveva inneggiato al libero amore, ha ingranato con decisione la marcia indietro. Grazie alla kabbala, arrivata ad una mezza età ancora piena di quell'energia che ha gettato qualche giorno fa sul palco del concerto Live 8, a Londra, Madonna Ciccone si è pentita e ha dichiarato di essere diventata una normale madre di famiglia. «A volte sono stata eccessivamente sensuale solamente per mettermi in vista» ha dichiarato nei giorni scorsi. «Credo di essermi anche fatta del male. Ero così piena di arie: mi dicevo che ero in cima al mondo, sulle copertine dei rotocalchi, che ero favolosa. Adesso me ne pento». Madonna, che aveva posato tre volte nuda, adesso legge solo la Zohar (la Bibbia della kabbala) e si fa chiamare Ester, un nome biblico col quale si fa conoscere nei circoli della kabbala. Ad aiutarla a «convertirsi» è stato Philip Berg un insegnante della scienza ebraica dei numeri e dei sogni, che possiede il centro più in voga di Los Angeles, frequentato anche da altre star come Britney Spears, Demi Moore e il suo giovane compagno, Ashton Kutcher, Marla Maples e Sandra Bernhard e dove vendono anche souvenir: magliette, bottiglie e libri. Ma Berg e il suo Kabbala center ora navigano nei guai: un documentario della Bbc ha filmato un suo dipendente mentre dichiarava che «gli ebrei sono morti nell'Olocausto perché non avevano studiato la Kabbala».
Un commento che ha fatto inferocire le comunità ebraiche quasi quanto il film di Mel Gibson sulla Passione di Cristo, che continua a guadagnare miliardi. Secondo alcune indiscrezioni, l’attore australiano sta progettando un film sul miracolo di Fatima, ma c'è chi lo spinge a girare un seguito della Passione, sulla vita degli apostoli dopo la Resurrezione. Pur mantenendo un basso profilo, Gibson, che deve il suo successo a personaggi violenti ed eroi dalla pistola facile, adesso vuole dedicarsi solo al nuovo cinema cristiano. Che ha grandi progetti. «I documentari, finora, sono sempre stati nelle mani della sinistra liberal americana» sottolinea Stephen Bannon, un producer che ha partecipato nei giorni scorsi, insieme a Gibson, ad un meeting a Santa Monica. «Ma adesso le cose cambieranno. Ne stiamo producendo uno, ad esempio, che s'intitolerà Michael Moore odia l'America». Un gruppo di sceneggiatori cristiani ha fondato l'associazione «Act One», per promulgare il proprio cinema con lo slogan «liberare Hollywood un film alla volta».
Tra Mel Gibson e Madonna s'inserisce invece una star che a 14 anni voleva farsi prete e che adorava il cattolicesimo al punto da aver dichiarato, all'inizio della sua carriera cinematografica: «La mia fede è tutto». Adesso, invece, Tom Cruise ha gettato la sua fede nelle mani del culto della Scientologia. Fondato dallo scrittore di fantascienza Ron Hubbard, il quale un giorno lontano aveva dichiarato: «Perché guadagnare due centesimi a parola scrivendo, quando si può diventare miliardari inventandosi una religione?».
Di intervista in intervista, Cruise si sta guadagnando il nomignolo di «reverendo Cruise» e sta diventando il più grande «missionario» di un culto che crede negli extraterrestri, nella reincarnazione e nell'esistenza di un essere misterioso, scacciato dalla terra 75 milioni di anni fa. La squadra di Scientology è la più numerosa ad Hollywood: la sede di Clearwater, in Florida, è infatti frequentata da John Travolta e Kelly Preston, Giovanni Ribisi, Kirstie Alley, Lisa Marie Presley e sua madre, Juliette Lewis e i musicisti Chick Corea e Isaac Hayes.