La Crusca: "Non è vero che Internet e gli sms rovinano la lingua italiana"

Lo rivela Nicoletta Maraschio, primo presidente donna dell'Accademia della Crusca dal 1582. "I messaggini - precisa la studiosa - hanno moltiplicato le occasioni per scrivere, ce n'era davvero bisogno"

Roma - "Radio, tv, sms, Internet, non stanno rovinando l’italiano. Sfatiamo questa convinzione". Lo rivela Nicoletta Maraschio, primo presidente donna dell’Accademia della Crusca dal 1582. "La tv del chiacchiericcio, sì, è deleteria - chiarisce in un'intervista a Donna Moderna - perché con la sua banalità, svuota le parole di significato. Ma ci sono programmi utilissimi: Piero Angela usa un buon italiano, semplice ed efficace, per esempio. E poi mi piacciono le giornaliste radiofoniche. Sanno dialogare con gli ascoltatori uscendo dai confini del gergo".

In particolare, la presidente dell’istituto che studia l’evoluzione della lingua italiana difende gli sms: "Hanno moltiplicato le occasioni per scrivere. Ce n’era bisogno. Anch’io li uso moltissimo". Maraschio trova assolutamente normale il fatto di ricoprire un ruolo storicamente "maschile": "Ero vicepresidente da dieci anni e la scelta è stata naturale. Non ne farei una questione di genere. Anche se direi che la lingua... è femmina". Infine la Maraschio lancia un appello contro la lingua della burocrazia: "Detesto il burocratese. Semplificare il linguaggio di leggi e regolamenti è utile alla democrazia".