La Crusca salva. Speriamo per sempre

L’avevamo chiesto dalle pagine culturali de Il Giornale il 29 agosto, dopo un appello dell’istituzione fiorentina: una soluzione definitiva per l’Accademia della Crusca. Infatti quasi tutti gli anni si assiste al medesimo psicodramma, quasi sempre buttato in politica dagli opinionisti, per reperire i fondi necessari a far funzionare l’Accademia, che in effetti è davvero un ente imprescindibile per la tutela della lingua italiana. Beh, questa volta il Ministro Giancarlo Galan ha accontentato tutti e in tempi rapidissimi. Ieri dal ministero dei Beni culturali è stato approvato il nuovo statuto della storica Accademia (la fondazione risale al 1583). Tra le novità del testo quella che conta davvero è la definizione dell’Accademia come «ente pubblico non economico». Per la prima volta lo statuto della Crusca riconosce così all’Accademia la natura giuridica di «ente pubblico», prerogativa che finora aveva solo un’altra insigne istituzione culturale: l’Accademia Nazionale dei Lincei. Con questa novità, cambierà anche il sistema di finanziamento. Finora la Crusca riceveva, per svolgere le sue attività, un contributo economico dal ministero dei Beni culturali che veniva calcolato sulla base di «una tabella a ripartizione tra vari enti» (il burocratese è quel che è). Adesso però la Crusca - ha spiegato la presidente Nicoletta Maraschio - «si attende una dotazione finanziaria ordinaria per il funzionamento corrente dell’istituzione». L’ipotesi è che il finanziamento statale si possa aggirare intorno al milione di euro l’anno. Anche di questo la professoressa Maraschio parlerà la prossima settimana durante un incontro a Roma con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Insomma la sopravvivenza economica sembra più che garantita. Il nuovo statuto poi allarga il numero dei degli accademici ordinari, così come degli accademici «corrispondenti» italiani e di quelli stranieri: ognuna di queste tre categorie passa dagli attuali 15 a futuro organico di 20 membri. Novità anche per la carica di presidente della Crusca: l’incarico durerà tre anni e potrà essere rinnovato al massimo per tre mandati consecutivi (per un totale di 9 anni). Con l’entrata in vigore del nuovo statuto, tutte le attuali cariche direttive decadranno. Presto perciò sarà convocato il collegio accademico (composto da una trentina di docenti universitari). Il collegio, che assumerà le vesti di assemblea straordinaria eleggerà il nuovo consiglio direttivo e la nuova presidenza.