Cruz Laplana y Laguna & C.

Si tratta di un vescovo e due sacerdoti spagnoli, uccisi nel 1936 dai miliziani rojos. Il primo era di famiglia agiata di Huesca e si fece prete a Barbastro contro il parere dei suoi. Fino al 1912 insegnò nel seminario di Saragozza, poi scelse di fare il parroco, prima a Craspe e poi a Saragozza, vivendo in comunità con altri sacerdoti. Suo cugino, Vicente Piniés, era ministro della giustizia e, contro la sua volontà, si adoperò per fargli avere il vescovato. Nel 1922 il papa Benedetto XV lo costrinse ad accettare la cattedra di Cuenca. Scoppiata la guerra civile, i miliziani ridussero il seminario a carcere, poi arrestarono il vescovo e cercarono di farsi consegnare la cassa della diocesi. Presero anche il suo segretario, don Hernando Español Berdie, un ex avvocato che era entrato in seminario a Barbastro ed era stato compagno di studi del Laplana y Laguna prima di diventare parroco di Gruslau. Non volle separarsi dal suo vescovo e venne ucciso insieme a lui. Li fucilarono di notte lungo la strada di Villar Olalla. Il terzo sacerdote ammazzato si chiamava don Vicente Toledano Valenciano, aveva trentasei anni ed era di Saceda Trasierra, cittadina nei dintorni di Cuenca. Si era accorto di avere la vocazione al sacerdozio solo dopo il diploma. Aveva studiato nel seminario di Cuenca e, dopo l'ordinazione, era stato parroco prima a Peñalén, poi a La Cierva y Reillo e infine a Uclés. Fucilato anch'egli dai miliziani, i suoi resti finirono in una fossa comune insieme a quelli del vescovo Cruz Laplana y Laguna e del di lui segretario don Hernando Español Berdie.