Il Csm condanna tre giudici per sentenze lumaca

Ritardi nel deposito delle sentenze o
mancato rispetto delle regole sui collegi giudicanti: per queste
ragioni la sezione disciplinare del Csm ha condannato tre
giudici a sanzioni che vanno dalla perdita di anzianità alla censura

Roma - Ritardi nel deposito delle sentenze o mancato rispetto delle regole sui collegi giudicanti: per queste ragioni la sezione disciplinare del Csm ha condannato tre giudici a sanzioni che vanno dalla perdita di anzianità (la sanzione più grave dopo la rimozione dall’ordine giudiziario) alla censura.

Penalizzazione per un anno Uno di loro, Vittorio Bucarelli, presidente di sezione alla Corte d’appello di Roma, è stato di fatto "degradato", nel senso che per un anno non potrà ricoprire funzioni semi-direttive come quelle che attualmente svolge. Motivo della condanna, la grave violazione delle regole sulla corretta costituzione dei collegi giudicanti di cui si sarebbe reso responsabile, convocando riunioni camerali volanti e raccogliticce per procedimenti destinati alla prescrizione.

Sanzionati i ritardi La sanzione più pesante è stata inflitta invece a un giudice del tribunale di Firenze Sabina Gallini, distaccata alla sezione di Empoli: due anni di perdita di anzianità per ritardi nel deposito delle motivazioni di 171 sentenze penali. Per le stessa ragione aveva già subito in passato altre due condanne sempre da parte della sezione disciplinare. E sempre per ritardi, stavolta di sentenze civili, è stata inflitta la sanzione della censura al giudice di Terni Mario Montanaro.