Csm: "De Magistris via da Catanzaro e non sarà più pm"

Sentenza durissima per il giudice che indagava su Prodi e Mastella. Ma il trasferimento non è immediatamente esecutivo come aveva chiesto l'ex Guardasigilli. Inasprita la richiesta dell'accusa. Il pm non aveva risposto alle domande della corte

Roma - De Magistris colpevole. E "cancellato". La sezione disciplinare del Csm, dopo quattro ore di camera di consiglio, ha disposto il trasferimento del pm Luigi De Magistris da Catanzaro e dalla funzioni di pm. Il trasferimento non è immediatamente esecutivo. Ma è una pena accessoria alla condanna principale, che è quella della censura. Ciò vuol dire che il trasferimento diventerà operativo soltanto quando il provvedimento sarà diventato definitivo; quando cioè, dopo un più che probabile ricorso, si saranno pronunciate le sezioni unite della Cassazione. La richiesta di trasferimento di De Magistris da Catanzaro e dalla procura era stata avanzata dall’ex ministro della Giustizia Mastella, che però aveva chiesto l’adozione di questa misura in via d’urgenza, il che avrebbe significato l’immediato allontanamento di De Magistris da Catanzaro e dalla procura. Il pm di Catanzaro è stato condannato per sei delle 11 accuse che gli venivano mosse.

Rifiuto Si sarebbe dovuta aprire con l’interrogatorio del pm di Catanzaro Luigi De Magistris la terza udienza del processo a suo carico davanti alla sezione disciplinare del Csm. Ma così non sarà: il magistrato calabrese ha annunciato infatti in aula che non si sottoporrà alle domande dell’accusa, che ha chiesto la condanna alla perdita di anzianità di otto mesi e il trasferimento di De Magistris dalle funzioni di pubblico ministero.

Indagini a Salerno Il pm ha ricordato che su molti dei fatti di cui è chiamato a rispondere sono in corso indagini da parte della procura di Salerno, "davanti alla quale ho reso 30 verbali", nei quali "c’è la dimostrazione dell’infondatezza dei casi di incolpazione". "Non posso aggiungere altro, rischierei di violare il segreto investigativo e non intendo assolutamente farlo". De Magistris ha ribadito ancora quella che era stata una delle richieste iniziali della sua difesa, sostenuta dal presidente di sezione della Cassazione, Alessandro Criscuolo: attendere, prima di esprimere un giudizio in sede disciplinare, che si concludesse almeno la fase delle indagini preliminari a Salerno, dove ormai sono diventati 70 i procedimenti pendenti, 8 dei quali a carico del pm calabrese.

Processo sommario "Io ritenevo più opportuno - ha detto ancora De Magistris rivolgendosi al collegio di Palazzo dei Marescialli presieduto dal vicepresidente Nicola Mancino - che non si facesse un processo così sommario, che si andasse avanti di più coi piedi di piombo. C’è stata un’istruttoria rapida, ma ora i fatti storici e il contesto ritengo che siano stati costruiti. La sezione disciplinare può quindi decidere". 

Il pg di Catanzaro: "Resti qui ma non faccia il pm" Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris resti presso la procura di Catanzaro, ma non faccia più il pm. È la richiesta in sintesi del procuratore generale Vito D’Ambrosio, che rappresenta l’accusa nel processo al pm del Magistris, e che ha chiesto nel merito la sanzione della perdita di anzianità di otto mesi e come pena accessoria obbligatoria il trasferimento dalle funzioni per il pm catanzarese. 

"Modo distorto d'intedere proprio mestiere" "I giudici - ha sottolineato D’Ambrosio - devono essere soggetti a ogni legge, anche a quelle che sembrano sbagliate. Abbiamo gli strumenti affinché la società sia rassicurata che utilizziamo i nostri poteri in modo tranquillo, ma non addormentato, ma De Magistris non ha dimostrato ciò".

La risposta del pm "Se ho compiuto atti irregolari non l’ho fatto per interesse personale o per danneggiare qualcuno, ma per salvaguardare il mio lavoro". Sono queste le parole che il pm ha voluto rivolgere alla sezione disciplinare del Csm. "Io non ho commesso illeciti disciplinari - ha detto il pm - prima o poi i fatti saranno chiari, potrò avere un ristoro della mia professionalità e ristabilita la mia dignità. Mi affido con totale serenità d’animo alla vostra decisione".