Il Csm: "La Forleo non violò i suoi doveri versi i parlamentari"

Inchiesta Unipol-Bnl, le motivazioni dell'assoluzione del gip milanese da parte della sezione disciplinare del csm

Roma - Nessuna violazione del dovere di imparzialità e dei doveri di correttezza ed equilibrio da parte del gip di Milano Clementina Forleo nei confronti dei parlamentari chiamati in causa nell’ordinanza con cui chiese al Parlamento di utilizzare le intercettazioni che chiamavano in causa alcuni membri delle Camere nell’ambito dell’inchiesta Unipol-Bnl. I parlamentari coinvolti «non sono parti nel procedimento penale oggetto dell’ordinanza». Così la sezione disciplinare del Csm motiva l’assoluzione del gip milanese accusata di aver violato i suoi doveri in relazione a quell’ordinanza, considerata dal pg della Cassazione che aveva impartito alla Forleo una sanzione disciplinare, «abnorme» e dai toni «suggestivi e stigmatizzatori».

Riguardo il dovere di imparzialità, di correttezza ed equilibrio si sottolinea che «la disposizione incriminatrice sanziona espressamente solo i comportamenti tenuti nei confronti di una delle parti; e ancorchè la limitazione appaia di difficile comprensione -spiega la sezione disciplinare- eppur ritenendo che si tratti di una lacuna legislativa nella tipizzazione degli illeciti disciplinari il possibile danno arrecato a terzi e, nella specie, ai membri del Parlamento non assume rilevanza disciplinare».