Csm, il gip Forleo verso il trasferimento: "Incompatibilità"

Domani Palazzo dei Marescialli decide se trasferire il giudice che aveva denunciato "pressioni istituzionali" nel caso Unipol. Se verrà accertata "l'incompatibilità ambientale" cambierà sede, se sarà anche "funzionale" non potrà più essere giudice monocratico 

Roma - Il Csm va verso l’apertura della procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità per il gip di Milano Clementina Forleo. È questo l’orientamento della prima commissione di Palazzo dei Marescialli, che da un mese si sta occupando delle intimidazioni e pressioni legate all’inchiesta sulle scalate bancarie (di Unipola Bnl) che il magistrato avrebbe ricevuto anche da parte di "ambiti istituzionali".

Procedura aperta "Mi pare che ci sia una convergenza di opinioni in senso positivo per l’apertura della procedura - ha detto la vice presidente della commissione, Letizia Vacca, laica del centrosinistra -. Domani dobbiamo precisare i capi di contestazione e votare". A provocare l’intervento del Csm sono state proprio le dichiarazioni del gip Forleo sulle presunte intimidazioni ricevute. "Siamo tutti allarmati dall’impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime - spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziari e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione".

Nessuna persecuzione "Lo spirito che ci muove - puntualizza la vice presidente - non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano". Secondo Vacca, la procedura potrebbe essere aperta sia per incompatibilità ambientale, sia per quella funzionale. Il che significa che sarebbe in discussione non solo la permanenza di Forleo a Milano, ma anche il fatto che il magistrato continui a esercitare funzioni monocratiche.

Smentita da Imposimato Secondo quanto spiegato da Letizia Vacca ai giornalisti, anche l’ex magistrato Ferdinando Imposimato avrebbe dato ai magistrati di Brescia una versione diversa rispetto a quella fornita da Forleo del loro incontro in un ristorante romano nel corso del quale l’ex giudice le avrebbe parlato di pressioni sul pg della Cassazione affinché avviasse l’azione disciplinare nei suoi confronti. Quell’incontro, secondo Imposimato, fu sollecitato da Clementina Forleo e non da lui; quanto alle pressioni, le avrebbe prospettato soltanto una sua ipotesi.

Seconda tegola L’apertura di una procedura di trasferimento d’ufficio rappresenterebbe la seconda tegola che in pochi giorni arriva sul capo della Forleo. Nella scorsa settimana il procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, ha infatti promosso nei suoi confronti l’azione disciplinare, contestandole i contenuti dell’ordinanza con cui il gip chiese alla Camera l’autorizzazione a utilizzare le telefonate tra parlamentari e alcuni indagati nell’inchiesta sulle scalate bancarie; un provvedimento giudicato "abnorme" per il giudizio "anticipato", "non dovuto" ed "espresso in termini perentori" nei confronti di Massimo D’Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre, che non erano indagati.