Csm, intesa sugli 8 membri laici

Oggi l’elezione dopo l’accordo tra i Poli L’Italia dei Valori tiene l’Unione sulla corda

Anna Maria Greco

da Roma

Potrebbe chiudersi tutto oggi, al primo colpo. Comunque, in tempi brevissimi. L’elezione degli 8 laici del Csm sembra andare sul velluto dell’accordo bipartisan, rispondendo all’appello del Quirinale per «soluzioni concordate», ma anche ad accordi incrociati sull’elezione domani alla Corte costituzionale del giudice che sostituirà il presidente Annibale Marini, in quota An, con il consigliere giuridico di Gianfranco Fini, Paolo Napoletano. Entro luglio la Consulta dovrebbe scegliere il nuovo numero uno, probabilmente tra i 2 vicepresidenti, Franco Bile e Giovanni Maria Flick, ma la nomina potrebbe slittare a settembre se il Parlamento ritarderà.
Stamattina, dunque, il primo voto per il Csm, segreto e con il quorum dei 3/5. «Tendenzialmente, l’accordo c’è - spiega Elio Vito, presidente dei deputati di Fi -, perché il nostro senso di responsabilità istituzionale è infinito. Ma fino a quando dovremo mostrarlo solo noi? Tutto, però, potrebbe saltare se l’Unione cedesse alla tentazione di fare per il Csm proposte provocatorie, come Daniele Farina del Prc. E poi ci aspettiamo che nel voto per la Consulta si rimanga compatti. E che si risolva lo scandalo delle commissioni bicamerali di controllo». I candidati della Cdl sono noti e pare bene accetti alla maggioranza: Michele Saponara per Fi, Gianfranco Anedda per An e Ugo Bergamo per l’Udc. Protesta la Dc che voleva Publio Fiori e non parteciperà al voto.
Quanto al centrosinistra, la riunione delle 18, prima di quella dei capigruppo, è tormentata, con l’Italia dei valori contro tutti: si sente esclusa, annuncia di non voler partecipare al vertice serale, e chiede di sospendere la decisione. Sul Dl Nicola Mancino comunque, la convergenza c’è. Lui punta alla vicepresidenza e per l’attuale numero due del Csm, Virginio Rognoni, la candidatura è «molto positiva». Ai piani alti dell’Anm l’ipotesi appare «attendibile» e di «alto profilo», ma si ricorda che nulla è scontato, perché sarà il plenum del Csm a scegliere il vicepresidente: i laici e i 16 togati eletti dalle 9mila toghe domenica e lunedì. Candidato dei Ds è Vincenzo Siniscalchi, mentre rinuncia il costituzionalista Augusto Barbera che ambiva al posto di Rognoni. Ma sugli altri 3 nomi la decisione tarda. Alla fine, l’accordo si trova su Mauro Volpi, preside della facoltà di giurisprudenza di Perugia, per il Prc; Letizia Vacca, preside della facoltà di giurisprudenza della III università di Roma, per il Pdci è l’avvocato Celestina Tinelli in quota Ulivo. «C'è l'intesa, domani (oggi, ndr) eleggeremo gli 8 consiglieri del Csm», annuncia Dario Franceschini.
Intanto, è pieno clima preelettorale per i togati. Sono 7 i candidati di Unicost: l’ex-segretario dell’Anm Carlo Fucci, Alfredo Viola, Giuseppe Maria Berruti, il leader milanese Fabio Roia, Roberto Carrelli Palombi, Luisa Napolitano e Francesco Saverio Mannino. Su 5 candidati di Md 4 sono donne: con l’ex segretario Livio Pepino, Elisabetta Cesqui, Maria Rosaria Acagnino, Fiorella Pilato ed Ezia Maccora. Il Movimento per la giustizia schiera l'ex presidente dell'Anm Ciro Riviezzo, con Mario Fresa e Bernardo Petraia. Si candida per Mi il pm Fausto Cardella, che ha indagato sugli omicidi Falcone e Borsellino ma anche Pecorelli, portando alla sbarra Giulio Andreotti, oltre al segretario Antonio Patrono, a Giulio Romano e Cosimo Maria Ferri. Debutta la corrente Articolo 3, con Modestino Villani.