Csm, Napolitano: "No a oscure collusioni"

Il Capo dello Stato nella cerimonia di saluto dei nuovi componenti: "I pareri del Csm non
possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e interferire nel confronto
parlamentare sui contenuti del provvedimento. Si accerti l'effettiva fisionomia e rilevanza penale delle squallide consorterie" emerse dalle indagini in corso

Roma - Nella cerimonia di saluto dei nuovi componenti del Csm e del commiato dagli uscenti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato le innovazioni che ci sono state nel quadriennio "sia nell’esercizio di uno strumento affermatosi nella prassi del Consiglio, come quello della pratiche a tutela, sia nell’espressione di pareri su disegni di legge presentati in parlamento per le ricadute che essi possono avere sullo svolgimento delle funzioni giudiziarie". "Ho a questo proposito rilevato, rispetto a possibili distorsioni, come i pareri del Csm non possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e non possano interferire nel confronto parlamentare già in atto sui contenuti del provvedimento", ha detto Napolitano. "Sono più che mai persuaso - ha concluso - che si tratti di due limiti da osservare rigorosamente".

Trame inquietanti "Nessuno è più di me consapevole dell’importanza decisiva dell’affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio". "A ciò - ha proseguito Napolitano - si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo Csm anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell’opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso, di fenomeni di corruzione e di trame inquinanti che turbano e allarmano, apparendo essi, tra l’altro, legati all’operare, come ho di recente detto, di squallide consorterie, delle quali tuttavia spetterà alla magistratura accertare l’effettiva fisionomia e rilevanza penale".

La cerimonia al Quirinale Si è svolta al Palazzo del Quirinale la cerimonia di commiato dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura uscente, con gli interventi del vicepresidente, Nicola Mancino e del Presidente della Repubblica, e di presentazione dei nuovi componenti. Hanno partecipato alla cerimonia i vicepresidenti di Senato Camera Emma Bonino e Rocco Buttiglione, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, il Primo presidente ed il Procuratore generale della Corte suprema di Cassazione, Ernesto Lupo e Vitaliano Esposito. Successivamente ha avuto luogo la seduta di insediamento del Csm nella nuova composizione.

Il nuovo corso del Csm Con i discorsi di Napolitano e Mancino al Quirinale, si è definitivamente esaurito il mandato del Csm uscente. A Palazzo Marescialli, lunedì, saranno i nuovi componenti a prendere possesso degli uffici. E alle 11 il nuovo plenum si riunirà per la prima volta, sotto la Presidenza del Capo dello Stato che dell’organo di autogoverno della magistratura è presidente potendo ogni volta autorizzare o respingfere l’odg delle sedute, per assolvere il primo dovere: l’elezione del nuovo Vicepresidente, destinato a sostiuire il capo delo Stato nella presidenza per tutta l’ordinaria attività del Csm.

Il successore di Mancino In pole position per la successione a Nicola Mancino - il vicepresidente per legge va scelto fra i componenti laici- , parte l’ex sottosegretario Udc alla Giustizia nel precedente goverbno Berlusconi che può contare sul voto oltre che dei tre componenti indicati dalle opposizioni (Giostra e Calvi indicati dal Pd, oltre al proprio voto)anche su buona parte dei voti dei togati eletti dalla Magistratura. Ma il centrodestra, che a palazzo dei Marescialli ha inviato quattro personalità di aera Pdl (Annibale Marini , Filiberto Palumbo, Niccolò Zanon, Bartolomeo Romano) e l’ex parlamentare leghista Lega Matteo Brigandì, sono determinati a portare al voto la candidatura del giurista Annibale Marini, convinto che su di lui possano convergere consensi inattesi dai nuovi togati del Csm. I togati del Csm eletti dai Magistrati sono 16, a cui si devono aggiungere due membri di diritto, come il Capo dello Stato: il presidente della Cassazione Ernesto Lupo e il procuratore Generale della stessa Vitaliano Esposito. E se il capo dello Stato di regola non vota (ma in caso di impasse è successo che il presidente abbia votato e, in presenza di parità, il suo voto vale doppio), i vertici della Cassazione sì.