Csm, nuove accuse contro la Forleo Castelli: "Chi tocca la sinistra muore"

Si aggrava la posizione del gip di Milano, già indagata per incompatibilità ambientale, titolare delle inchieste sulle scalate bancarie e su Unipol. Il magistrato è stato convocato nuovamente dalla prima commissione

Roma - Si aggrava la posizione del gip di Milano Clementina Forleo davanti al Csm. La prima commissione di Palazzo dei Marescialli all’unanimità ha deciso di muoverle un’altra accusa nell’ambito della procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale che già le ha aperto da tempo. E per darle la possibilità di difendersi l’ha convocata nuovamente; un’audizione che potrebbe tenersi martedì prossimo. La sua posizione infatti potrebbe aggravarsi con l’accusa di aver "personalizzato le sue funzioni nell’inchiesta sulle scalate bancarie oltre il ruolo di gip".

Le accuse La procedura di trasferimento d’ufficio nei confronti di Forleo era stata aperta il 4 dicembre scorso, con l’accusa di aver fatto denunce pubbliche su intimidazioni ricevute da parte di soggetti istituzionali e interventi di "poteri forti" per fermare i procedimenti di cui si è occupata da gip, rimaste però "prive di riscontro" e di aver creato "infondati allarmi" nella pubblica opinione. La nuova contestazione, decisa oggi, sarebbe invece quella di aver "personalizzato" le sue funzioni, interessandosi oltre il suo ruolo di gip, al procedimento sulle scalate bancarie. E sarebbe scaturita soprattutto dalle dichiarazioni rese alla procura di Brescia - che indaga sulle pressioni denunciate da Forleo - da uno dei pm titolari di quell’inchiesta, Luigi Orsi, che proprio ieri con il collega Eugenio Fusco e con il procuratore di Milano Manlio Minale, è stato ascoltato dal Csm.

I colleghi A Brescia, come ha fatto anche ieri davanti al Csm, Orsi ha parlato delle "illazioni" della collega, secondo cui stavano "insabbiando" l’inchiesta e ha raccontato di una telefonata in cui le disse apertamente di sentirsi "offeso" da una simile ipotesi. La stessa Forleo aveva parlato con l’ex magistrato Ferdinando Imposimato - secondo quanto quest’ultimo ha dichiarato a Brescia - di un cambio di atteggiamento dei colleghi della procura rispetto all’inchiesta sulle scalate (non avevano presentato richieste di provvedimenti di sequestro che, a suo dire, le avevano preannunciato) e aveva ipotizzato che fosse da mettere in relazione a un pranzo del senatore Gerardo D’Ambrosio con i pm titolari dell’indagine. Un pranzo a cui Orsi ha raccontato ieri al Csm di non aver mai partecipato; come pure ha escluso, in linea con quanto detto dai suoi colleghi, di aver mai ricevuto alcuna pressione da D’Ambrosio, né di aver preannunciato al gip provvedimenti che poi non aveva adottato.

Castelli: "Chi tocca la sinistra muore" "La Lega e nemmeno il sottoscritto ha mai avuto simpatia per la dottoressa Forleo, ma la vicenda di cui è vittima insegna una cosa: nella giustizia italiana chi osa toccare gli esimi esponenti della sinistra muore. I casi Forleo e De Magistris sono l’esempio lampante di come certi vertici della magistratura sono organicamente funzionali alla sinistra. Finchè non si uscirà da questo stato patologico - continua Castelli - in Italia non avremo un sistema giustizia normale e una democrazia compiuta. Occorre necessariamente portare avanti la riforma costituzionale che prevede una sezione disciplinare indipendente dal Csm e formata da alte personalità indipendenti sia dalla politica sia dalla magistratura".

"Questa riforma, però, può essere portata avanti solo con un’azione bipartisan. Vi sono esimi esponenti della sinistra che privatamente con me si sono dichiarati d’accordo con questa riforma. Speriamo che nella prossima legislatura - conclude l’ex Guardasigilli - abbiano la forza di sostenerlo anche pubblicamente".