Cuba, l'addio di Fidel. Bush: ora democrazia

L'anziano dittatore cubano, malato da tempo, ha rinunciato alla massima carica dopo 49 anni. L'annuncio è stato dato nell'edizione online di <em>Granma</em>, l'organo ufficiale del regime cubano

L'Avana - Il leader cubano Fidel Castro ha annunciato oggi che non tornerà a guidare Cuba e che lascerà il ruolo di capo di stato 49 anni dopo aver preso il potere in una rivoluzione armata. Castro, 81 anni, ha detto in un comunicato al Paese che non punterà a un nuovo mandato presidenziale quando l’assemblea nazionale si riunirà il 24 febbraio. "Ai miei cari compatrioti, che mi hanno dato l’immenso onore negli ultimi giorni di eleggermi membro del Parlamento... comunico che non aspiro né accetterò... la posizione di presidente del Consiglio di Stato e di comandante in capo", ha detto Castro in un comunicato pubblicato sul sito web di Granma, il giornale del Partito comunista. L’Assemblea nazionale nominerà il fratello Raul Castro, successore designato, come presidente al posto di Fidel.

Bush chiede democrazia "La decisione di rinunciare alla presidenza di Cuba, formulata da Fidel Castro dopo quasi cinquanta anni di potere incontrastato, dovrebbe preludere alla transizione democratica nell’isola". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, oggi in Rwanda, tappa della sua visita in Africa.

Gli Usa Il ritiro di Fidel Castro chiude una pagina politica che parte dalla Guerra Fredda e che lo ha visto sopravvivere all’inimicizia americana, a tentati omicidi da parte della Cia e alla caduta del comunismo sovietico. Il titolo di "Comandante en Jefe", comandante in capo, è stato coniato per lui nel 1958, come leader del movimento guerrigliero che destituì Fulgencio Batista, dittatore appoggiato dagli Usa. Leader carismatico, celebre per i suoi lunghi discorsi pronunciati in divisa militare, Castro è ammirato nei paesi poveri per essersi opposto agli Stati Uniti, ma è considerato dai suoi oppositori un tiranno che ha soppresso la libertà.

Il futuro Per Cuba, unico stato comunista dell’emisfero occidentale, si apre ora un nuovo scenario politico dai contorni ancora incerti. "Fortunatamente, la nostra rivoluzione può contare ancora su esponenti della vecchia guardia e su altri che erano giovani nelle prime fasi del processo", ha detto Castro nel suo comunicato. "Hanno l’autorità e l’esperienza per garantire il cambiamento", ha aggiunto. Castro non appare in pubblico da almeno 19 mesi a causa di una malattia i cui dettagli non sono stati rivelati. Da allora è stato visto solo in foto, dove è apparso fragile, nonostante il suo stato di salute gli abbia consentito lo scorso anno di elaborare articoli pubblicati sulla stampa di stato cubana. "Questo non è un addio. Il mio unico desiderio è combattere come soldato nella battaglia delle idee. Continuerò a scrivere sotto il titolo di ’Riflessioni del compagno Fidel’. Sarà un’altra arma su cui potrete contare. Forse la mia voce sarà ascoltata. Sarò attento", ha detto Castro. Il leader cubano potrebbe continuare a esercitare la sua influenza politica come primo segretario del partito comunista e uomo di stato. Raul Castro, per lungo tempo ministro della Difesa, amministra il Paese dal 31 luglio 2006 come presidente a interim.