Cuccarini: «Cacciata dalla Tv ora faccio l’entraîneuse»

Dopo il successo del musical «Grease», la showgirl in teatro con «Sweet Charity» ispirato a «Cabiria» di Fellini

Paolo Scotti

da Roma

I numi tutelari si chiamano Bob Fosse e Federico Fellini. Il precedente si chiama Grease. Il sentimento profondo si chiama «rabbia verso la tv». Questa la condizione emotiva con cui Lorella Cuccarini affronta il debutto in Sweet Charity: ovvero nel grande musical che il regista-coreografo Fosse creò ispirandosi al film Le notti di Cabiria di Fellini, e che, dopo le stagioni di trionfi in Grease, segna il grande ritorno della showgirl alla più impegnativa commedia musicale americana. Tutto questo con un po’ di amarezza di fondo: «Quella di essere stata per quasi due anni forzatamente inattiva - confessa Lorella -; il contratto che avevo con la Rai, infatti, mi ha impegnata pochissimo. Lo show con Morandi, Scommettiamo che?, nel 2004 la fiction Amiche e da allora più nulla». Come si spiega che la soubrette «più amata dagli italiani» sia stata tenuta in panchina così a lungo? «Non si spiega. Alle mie domande, in Rai nessuno ha dato una risposta. All’inizio ho provato rabbia, poi rassegnazione, infine ho pensato “speriamo che questo contratto scada presto“».
Dalla fine di agosto del 2005, la Cuccarini è infatti tornata libera, «e ciò che più mi è mancato è stata proprio la mancanza di libertà. Ero sempre lì in attesa che accadesse qualcosa, ma rimanda oggi, rimanda domani, sono passati due anni. Oggi non farei più un contratto sulla parola; la parola ha perso valore».
Per fortuna è tornato il teatro, a salvarla. Un’idea che covava da anni assieme a Saverio Marconi, che l’aveva felicemente lanciata nel musical teatrale e che da tempo insisteva «perché si lanciasse in un progetto più impegnativo. «Lei mi rispondeva sempre di non essere ancora matura - racconta Marconi -, oggi finalmente lo è. Ha tutti i numeri per passare da un musical irresistibile ma evanescente quale era Grease, a un capolavoro assai più impegnativo, in cui oltre a saper cantare e ballare bisogna anche sapersi mettere al servizio di un testo dall’evidente qualità». La storia, adattata alla fine degli anni ’60 da Neil Simon, musicata da Cy Coleman e coreografata da Bob Fosse (ma in questa, che è la prima versione italiana assoluta, le coreografie sono firmate da Luca Tommassini), assomiglia molto a quella del film di Fellini. Invece che una prostituta da marciapiede, la protagonista Charity (nel film Cabiria, cui dava il volto Giulietta Masina) fa l’entraîneuse in un night di New York. Anche lei s’innamora di una star del cinema (nel film Amedeo Nazzari; qui Gianni Nazzaro) che finge di adescarla solo per ripicca verso la sua fidanzata. Anche qui Charity si fa corteggiare da un giovane impacciato e timido; «ma soprattutto anche qui, come in Fellini, il tema principale è la fede. Non quella in Dio, ma quella nell’amore: Charity crede nell’amore e riesce a passare indenne qualsiasi colpo di sfortuna grazie a quest’ingenuo, commuovente ottimismo». Rispetto alla liceale canterina di Grease, la prostituta newyorkese offre a Lorella un banco di prova assai più duro: «È un personaggio che deve far ridere e insieme piangere, che deve mettersi a nudo senza pudori. All’inizio non volevo farlo, poi ho capito che in questo spettacolo il pubblico non mi vedrà come mi ha sempre vista in tv; e questa, per me, era una sfida sufficientemente appetibile». Il musical debutterà il 5 maggio a Milano e il prossimo gennaio sarà a Roma. Quanto ai futuri progetti televisivi, «non ne ho nessuno - confessa Lorella -, mi piacerebbe mettermi in gioco con un format completamente nuovo, e anche in un reality show, perché no?, purché di buon livello».