Cucchi, spuntano i volantini: «Assassinato dai carabinieri»

Ieri in città sono spuntati dei volantini che denunciano la morte di Stefano Cucchi come assassinio dei carabinieri. Alcuni sono stati ritrovati appesi a dei pali al parco delle Basiliche dove sono stati fotografati dalla polizia municipale. Nel volantino, con al centro una foto di Cucchi, è scritto che «le mele marce, a quattro a quattro, riempiono il cesto. Stefano Cucchi, un altro ragazzo assassinato dai carabinieri. Proprio come Federico Aldrovandi e come Gabriele Sandri. Tutti ammazzati come bestie dai tutori dell’ordine. Vergogna».
Stefano, un geometra romano di 31 anni, viene fermato dai carabinieri nella notte tra il 15 e il 16 ottobre e arrestato per droga. Trascorre la notte in caserma e l’indomani, con un processo per direttissima, il giudice dispone l’arresto in carcere in attesa dell’udienza successiva. Il giovane è morto, in circostanze ancora da chiarire, il 22 ottobre all’ospedale Sandro Pertini dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli (dov’era detenuto) e dell’ospedale Fatebenefratelli.
Il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, è sicuro che i volantini siano opera dei corsari che la sera di Halloween hanno organizzato un corteo non autorizzato cercando (invano) di festeggiare in piazza Duomo e che poi si sono spostati al parco.
«Una vera istigazione a delinquere - conclude il vicesindaco -. Ci auguriamo che vengano individuati i responsabili di questo deplorevole tentativo di gettare fango sulle forze dell’ordine che richiama vetusti cliché».