Cuccioli malati: l’ultima atrocità

Oltre all’allarme dei combattimenti clandestini e ai rapimenti dei cani nei parchi, c’è un altro business che terrorizza le associazioni di animalisti. È quello dell’importazione dai paesi dell’Est di cucciolate di cani malati. Piccole bestiole destinate a morte sicura e vendute alle famiglie italiane per qualche centinaia di euro.
«È, per così dire, una filiera meno rischiosa per i rom - commenta Lorenzo Croce - ma altrettanto atroce perché trova anche la complicità di qualche veterinario corrotto che certifica il buono stato di salute dei cani. Il business sugli animali è sempre più raffinato».
Poco tempo fa è stato fatto un controllo sulla provenienza dei cagnolini che accompagnavano una donna rom durante il suo accattonaggio quotidiano alla stazione di Cadorna. Ogni certificato aveva il timbro dello stesso veterinario. «Ovviamente fasullo, anche se tutto apparentemente sembrava in regola».