Il cucciolo è conteso nel divorzio? C’è l’avvocato che dà voce al cane

Antoine Goetschel esiste. Non è il personaggio di un cartone animato nato dalla fantasia buonista di qualche disegnatore. Ogni mattina Antoine apre il suo studio legale nel centro di Zurigo e inizia a lavorare, sempre dalla parte degli animali. Sono più di vent’anni che è specializzato come difensore d’ufficio per i quattro zampe. Lo chiamano l’avvocato che fa bau. Lui ci scherza su, ne va fiero e si vede. Antoine, 51 anni e naturalmente vegetariano, nel 1994 ha creato la fondazione Tier im Recht, letteralmente il diritto degli animali. Ma il suo grande cavallo di battaglia- visto soprattutto i tempi - è il divorzio dei padroni. In mezzo, come oggetto di contesa ci sono anche loro, i pets.
È lui che scioglie il dilemma: a chi affidare Fido quando entrambi lo reclamano? E quando soprattutto nessuno vuole fare un passo indietro? Ci pensa Antoine. L’avvocato ha ottenuto che in questi casi l’animale venga «sentito» dal giudice, esattamente come si fa per i figli piccoli da affidare alla mamma o al papà. «Sembra comico», ammette l’avvocato, «ma il giudice può controllare a chi l’animale è più affezionato. Assegnarlo a chi lo ama meno lo farà sicuramente soffrire».
Un metodo innovativo che intanto sembra funzionare. È così che si risparmiano lotte e guerre tra i coniugi. È il cuore del cucciolo che decide con chi restare. E il lavoro certo non gli manca, ci sono pratiche che ogni giorno si affollano sulla sua scrivania, ha oltre duecento mandati all’anno. Lui ha aiutato barboncini con pedigree o bastardini a scegliere con chi vivere.
Antoine è uno specialista in fatto di rapporti tra esseri umani e animali, e sull’argomento ha scritto 15 libri; come uno Zorro che difende cani e gatti, ma anche mucche e galline, maiali e polli d’allevamento, un super eroe di chi non può dire grazie a parole. Erede di quel Peter Singer che nel 1822 aveva fatto approvare alla corte britannica la prima legge a tutela dei più indifesi. Antoine nel 1991 ha chiesto e ottenuto che anche i diritti delle bestie venissero inclusi nella Costituzione della repubblica elvetica.
Ma tra i suoi clienti ci sono anche tartarughe, pappagalli, tutti contesi.
Poi c’è qualcuno, come il luccio- tra i suoi ultimi clienti- che non ce l’ha fatta. Nella lotta durata oltre quindici minuti con il pescatore, ha perso lui. Anche in tribunale. Antoine aveva citato in giudizio il pescatore per sevizie inflitte su animale. Ma per il giudice niente da fare: «Normale tecnica di pesca in acqua dolce».
E lo stesso Antoine non si fa illusioni: «Ci sono animali che suscitano affetto e compassione. Un pesce non è in grado di commuoverci». Ma Antoine sta lavorando anche a questo. La maggior parte dei suoi clienti sono i cani, seguiti dai gatti. Un cane che morde un passante, in Germania o in Svizzera, rischia la condanno a morte.
Ma se Antoine è capace di dimostrare che l’animale può essere rieducato, gli può salvare la vita. «Non lo faccio per denaro, prendo 120 euro l’ora, per gli umani costo almeno il doppio. Ma vuoi mettere la soddisfazione di punire chi scarica la propria frustrazione su un coniglio?». È questa la vittoria di Antoine.