La cucina di Cracco e le note di Conte: è partita l’offensiva del made in Italy

Sgarbi dà lezione d’arte al Louvre. Formigoni: «Un lavoro colossale, restiamo ottimisti»

da Milano

Il critico d’arte e assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi a far lezione tra i capolavori del Louvre. Il maestro Paolo Conte e l’orchestra a cantare sotto la piramide di cristallo. Comincia con il solito enorme successo del made in Italy la settimana di Milano a Parigi promossa dal comitato di Candidatura Expo Milano 2015 presieduto dal sindaco Letizia Moratti. Cultura, gastronomia e arte per il suggestivo count down verso lunedì quando gli ispettori del Bie decideranno se preferirla alla turca Smirne per organizzare l’edizione 2015 dell’esposizione universale. Per convincerli la Moratti è asserragliata da gironi nel suo fortino, l’Hotel Saint James, a due passi da avenue Foch, trasformato nell’ambasciata di Milano a Parigi. E dove, al ritmo di una ventina al giorno, incontra delegati dei Paesi di tutto il mondo. «Insieme al sindaco Moratti - ricorda il governatore di Lombardia Roberto Formigoni - abbiamo fatto un lavoro colossale. Siamo ottimisti». Nonostante qualche nuvola vista la presa di posizione del Pirellone a favore del Tibet. «Il rispetto e il valore della persona sono valori non negoziabili», replica Formigoni a chi teme che l’offensiva diplomatica della Cina possa spostare l’ago della bilancia verso la Turchia. «Sotto le stelle del jazz», canta intanto per Milano Paolo Conte, lo chansonnier che anche i francesi ci invidiano. Domani si prosegue con una cena tutta italiana, Italian design dinner all’ultimo piano del Grand Arc della Défense con due star dell’enogastronomia, Carlo Cracco ai fornelli e il sommelier Luca Maroni che cucineranno a 110 metri d’altezza circondati dai pezzi della collezione del Triennale Design Museum di Milano. Domenica, invece, le note di Elisa che canterà all’Opera Garnier per Italian lifestyle party, una serata di musica e moda con un tributo a Gianfranco Ferrè prima del verdetto finale di lunedì. «Non so se Milano vincerà l’Expo. Certo sarebbe cosa buona e giusta - sentenzia Sgarbi -. Del resto è indicativo che il Louvre dedichi la sua galleria più importante all’arte italiana. Milano e Parigi? Sono entrambe una sorta di libro dell’arte». Il sorriso della Gioconda? «Quello di una signora semplicemente contenta di essere ritratta da un grande pittore». La lezione finisce, «ma continua l’arte italiana che non finisce mai. Ce n’è almeno per venti Smirne».