Cuffaro punta alla riconferma «I risultati mi danno ragione»

Il 14 gennaio la Casa delle libertà siciliana darà il via alla campagna elettorale

Marianna Bartoccelli

da Roma

Finite le feste, la Casa delle libertà rimetterà sulla testa di Totò Cuffaro la corona di candidato governatore della Sicilia. Il 14 gennaio infatti ci sarà la presentazione ufficiale dell’investitura e potrà così prendere il via la doppia campagna elettorale siciliana, quella per le nazionali previste ad aprile e quella per le regionali che saranno a giugno. Cuffaro in un primo momento si occuperà delle politiche, anche se nella doppia corsa avrà inizio il suo scontro con Rita Borsellino, la candidata dell’Unione alla Regione scelta alle primarie con grandi numeri rispetto al candidato voluto dalla Margherita, Ferdinando Latteri. La Borsellino ha già iniziato il suo giro città per città e paese per paese, partendo da Messina, la città dove di recente è stato eletto il nuovo sindaco di centrosinistra e dove le è stata consegnata l’automobile da utilizzare nel tour elettorale. Sei mesi di intensa campagna elettorale quindi che si intrecciano con le legislative, nelle quali la Cdl già parte con la certezza che, a causa della nuova legge elettorale, non potranno essere rieletti una ventina dei 61 attuali parlamentari. Questo se verranno mantenute le percentuali delle passate elezioni. A Cuffaro il compito quindi di trainare l’elezione di aprile e intanto tenere aperte tutte le porte che dovrebbe consentirgli il rientro a Palazzo d’Orleans (sede del governo siciliano). Cuffaro, che sino a ieri ha gestito la cosiddetta cassaforte dei voti dell’Udc, si ritrova oggi a dover affrontare due problemi. Uno di carattere giudiziario; e, rispetto al suo processo in corso, lo stesso Cuffaro si dice tranquillo e garantisce che se dovesse essere condannato in primo grado lascerà la carriera politica. L’altro più squisitamente politico, è il problema del suo rapporto con Raffaele Lombardo, la cui defezione dall’Udc può determinare una netta diminuzione di voti per il partito del presidente Casini. Cuffaro continua comunque a ribadire di essere certo che a lui non verranno meno voti di Lombardo. Mentre il leader autonomista sembra fermo alle posizioni definite a Bari al primo congresso dell’Mpa. Terzo Polo nelle regionali e alleanze con la coalizione che più garantisce interesse ai problemi del Sud alle politiche. E in pole position sembra esserci l’Unione e un’alleanza specifica con Mastella. Ma ogni decisione verrà presa alla fine di gennaio.
L’ufficializzazione della candidatura di Totò Cuffaro serve anche a mettere uno stop al tam tam di quanti sostengono che Forza Italia, che dopo le nazionali si ritroverà ad avere una compagine nazionale inferiore all’attuale, intenda rivendicare quella poltrona. La decisione è stata resa pubblica nel corso di una conferenza stampa di fine anno che Gianfranco Miccichè e Totò Cuffaro hanno fatto insieme a Palermo, cogliendo l’occasione per fare anche un vero e proprio bilancio di fine legislatura. Un bilancio ricco di segni più. Dal 2000 è cresciuto il Pil (+1,9%), sono cresciuti gli occupati e diminuite le persone in cerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione dal 23,76% del 2000 è passato al 16,5% nel 2005. Gli investimenti pubblici registrano un più 830 milioni di euro, così anche sono aumentate le imprese nuove registrate (+34.488). Non solo. Il ministro per lo Sviluppo ha anche voluto mettere in evidenza i 9,8 miliardi messi in cantiere per le infrastrutture strategiche: dal Ponte sullo Stretto all’autostrada Palermo-Messina, l’interporto di Catania, il raddoppio ferroviario e alcuni acquedotti. A questi numeri il governatore Cuffaro aggiunge quello delle cifre stanziate con Agenda 2000: «La Sicilia ha centrato tutti gli obiettivi di spesa ed è in corsa per la premialità. Nel 2005 sono state certificate spese per un miliardo e 380 milioni». All’opposizione che accusa Cuffaro e Miccichè di parlare di «un’isola che non c’è», risponde l’altro ministro palermitano, Enrico La Loggia, che spiega come molto sia stato possibile grazie alla sinergia Regione-Governo nazionale.
Per Cuffaro la riaffermazione della sua candidatura a governatore è «un riconoscimento alle cose fatte» e della solidità dell’alleanza con i partiti della Cdl e Silvio Berlusconi. E rispetto alla doppia candidatura, nazionale e regionale, ribadisce che farà come alle scorse europee. Dopo l’elezione nazionale immediate dimissioni: «Non intendo abbandonare la mia isola», assicura.