Cuffaro si è dimesso: "Scelgo la via dell'umiltà". Casini: "Sarà assolto"

Il governatore della Sicilia: &quot;Dimissioni irrevocabili&quot;. Annuncio dopo le polemiche per la condanna. Il leader dell'Udc: gli sciacalli gli chiederanno scusa: Fini: gesto da apprezzare. Schifani: scelta nell'interesse della Sicilia. <a href="/a.pic1?ID=236884" target="_blank"><strong>La settimana di passione: dalla condanna all'addio</strong></a>

Palermo - Governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha annunciato in aula le sue dimissioni "irrevocabili", dopo le polemiche legate alla condanna a cinque anni di reclusione per favoreggiamento semplice che gli é stata inflitta venerdì scorso dal tribunale di Palermo. Cuffaro ha aggiunto che comunicherà le proprie dimissioni al presidente della Repubblica. Cuffaro ha concluso il suo discorso tra gli applausi di numerosi parlamentari e di tutti i presenti sul banco del governo.

"Scelta per ragioni umane e politiche" "Non potevo lasciare che ogni mia decisione fosse assunta senza conoscere la volontà dell'Assemblea Regionale. Le odierne dimissioni non sono, dunque, frutto di alcun automatismo. Esse costituiscono, invece, una scelta personale, assunta per ragioni umane e politiche", ha detto, spiegando così i motivi che lo hanno indotto a dimettersi dalla carica.

"Crescente ostilità verso di me" Insieme a tantissime manifestazioni di affetto e sostegno politico ho visto diffondersi, in questi giorni, una crescente ostilità verso la mia persona. Un sentimento che non mi appartiene né culturalmente né politicamente ed al quale in questi anni non ho saputo né voluto dare spazio", ha aggiunto Cuffaro parlando all'Ars. "E siccome, il popolo, più che i salotti o le manovre di palazzo, è sempre stato l'elemento centrale della mia esperienza politica - ha sottolineato - anche in questa circostanza così delicata non voglio sottrarmi a un confronto leale con esso". "In questi anni alla guida del governo regionale - ha proseguito Cuffaro - ho sempre cercato di tessere le ragioni dell'unità e del bene comune, in una terra straordinaria e difficile come la nostra. Sarebbe, perciò, risultato insopportabile alla mia coscienza l'idea di potere costituire, con la scelta di rimanere in carica, un fattore di divisione e contrapposizione sociale. Tutto ciò avrebbe alimentato ulteriori polemiche, poco utili, peraltro, a riaffermare il vero significato di atti e di eventi che, dal giorno della sentenza, ho visto quotidianamente distorti".

"Preferisco la via dell'umiltà" "Francamente preferisco la via dell'umiltà. Lo faccio per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato, lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani, che in questi anni ho servito con dedizione, semplicità e con quella onestà che sono certo mi verrà completamente riconosciuta". Il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, ha motivato così, nel suo discorso in aula, la decisione di dimettersi. "Fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva - ha spiegato - ci sarà una verità processuale e una verità sostanziale. Con la mia decisione rispetterò la prima, in coerenza con il comportamento che ho tenuto in questi anni nei confronti della magistratura e delle istituzioni, ma con determinazione - ha concluso il Governatore - mi batterò, in tutte le sedi, per l'affermazione della verità sostanziale, a difesa della mia vita pubblica e privata".

Casini: "Sarà assolto, sciacalli gli chiederanno scusa" "Sono certo che tra qualche mese, quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa". Lo dichiara Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, commentando le dimissioni di Cuffaro. "Mercoledì mattina - dice Casini in una nota - il presidente Cuffaro mi ha comunicato la sua volontà di dimettersi: ne ho preso atto con un profondo apprezzamento per il suo senso delle istituzioni e per il suo amore per la Sicilia. In questi giorni, dopo aver ottenuto la fiducia e aver portato a compimento l'approvazione del bilancio, è stato impegnato a fronteggiare migliaia di pressioni che lo volevano spingere a rimanere. Ancor più apprezzabile è, pertanto, la sua serietà: la polemica mafia-antimafia non si può fare sulla pelle di Cuffaro e dell'UDC anche da parte di chi, in questi giorni, ha avuto un po' troppe amnesie". "Sono certo - conclude casini - che tra qualche mese, quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa".

Fini: "E' un gesto che va apprezzato" E per il leader di An, Gianfranco Fini, quello di Cuffaro "è un gesto che va apprezzato innanzitutto perché è motivato dalla volontà di mettere al riparo le istituzioni siciliane dalle strumentalizzazioni della sinistra".

Schifani: "Dimissioni nell'interesse della Sicilia" "La travagliata e sofferta scelta del presidente Cuffaro di anteporre l'interesse generale della Sicilia al suo personale è la riprova della sua grande sensibilità e maturità politica e ci conferma la stima nei suoi confronti". Lo dice Renato Schifani, capogruppo di Fi in Senato. "La Sicilia con lui - spiega - è cresciuta e deve continuare questo percorso di sviluppo. Credo che sia doveroso che, per tutte queste ragioni, i siciliani di buona fede gli dicano un grazie riconoscente. I nemici storici della verità che anche in questa circostanza si sono attivati ora potranno riporre le ali dell'avvoltoio".

Micciché: "Apprezzo la sua scelta" "Nonostante le critiche che, in questi giorni, non ho risparmiato al presidente Cuffaro, non si può non apprezzare la sua scelta, che poteva essere presa solo da chi antepone gli interessi generali a quelli particolari", afferma il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché. "Non posso non apprezzare, inoltre - sottolinea Micciché - il senso di responsabilità da lui dimostrato aspettando, prima di comunicare la sua decisione, l'approvazione di bilancio e finanziaria. Credo che il Presidente della Regione debba ricevere un grazie da parte di tutti". "Nella mia pur breve vita politica - conclude - non mi era mai capitato di assistere all'assunzione di scelte, sia dal punto di vista umano che politico, così difficili".

"Elezioni entro tre mesi dallo scioglimento dell'assemblea" Nel chiudere la seduta dell'Ars, Micciché ha detto che "le elezioni saranno indette entro tre mesi dallo scioglimento dell'Ars come previsto dalla legge. Nelle more il governatore e gli assessori manterranno i poteri per l'ordinaria amministrazione".

La Borsellino all'Unione: "Pronta a ricandidarmi" Le dimissione di Totò Cuffaro sono ancora "calde", ma a sinistra parte subito la corsa alla candidatura in vista delle elezioni. "Se i partiti dell'Unione dovessero convergere sul mio nome, non potrei non essere disponibile a ricandidarmi per la Presidenza della Regione. Il mio principio è che ognuno debba fare la propria parte". Lo ha detto Rita Borsellino, parlando con i giornalisti dopo la chiusura dei lavori d'aula all'Ars. "Sono una fautrice delle primarie - ha aggiunto - che sono sempre una alta espressione di democrazia". "In Sicilia - ha concluso - abbiamo vissuto anni senza prospettive ora dobbiamo lavorare per dare un ruolo ai cittadini e renderli protagonisti".
E mentre parte il toto-candidatura, la sinistra va all'attacco. Giordano (Rifondazione): "Finalmente una bella notizia - dice - non si poteva essere condannati a cinque anni e fare anche il governatore della Sicilia". La notizia delle dimissioni di Cuffaro è stata accolta con un lungo applauso dalla direzione e dall'esecutivo del Prc, riuniti per un esame della situazione politica. E si rifà vivo Leoluca Orlando ora nell'Idv di di Pietro: "Un presidente della Regione le cui frequentazioni impresentabili hanno condizionato le elezioni del 2001 e del 2006 e i cui comportamenti inadeguati al ruolo istituzionale hanno determinato una devastazione morale, economica, sociale e politica della Sicilia ha solo perso tempo a farsi da parte".