Cuffaro sospeso, la Sicilia fa ricorso

Per Palazzo Chigi si
tratta di un atto dovuto dopo la condanna ma la regione dà mandato al proprio ufficio legale di fare ricorso alla Corte costituzionale

Palermo - La Regione Siciliana solleverà davanti alla Corte costituzionale conflitto di attribuzione con il governo nazionale per il provvedimento emesso ieri dalla presidenza del Consiglio dei ministri e che ha sospeso dalla carica il presidente Salvatore Cuffaro. Per Palazzo Chigi si tratta di un atto dovuto dopo la condanna di Cuffaro a 5 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici nel processo per le "talpe" alla Dda, un atto necessario malgrado Cuffaro si sia dimesso sabato scorso. Ma la Regione la pensa diversamente, e nella sua prima riunione senza Cuffaro la giunta, guidata dal vicepresidente Lino Leanza, del Movimento per l’autonomia, ha deciso di dare mandato all’Ufficio legislativo e legale di preparare il ricorso alla Corte Costituzionale. Alla predisposizione degli atti collaborerà anche il professore Guido Corso, docente universitario di diritto amministrativo. La Regione eccepisce che il decreto di Palazzo Chigi viola lo Statuto autonomo della Sicilia.