Cuffaro, le tappe del processo

Il processo alle cosiddette "talpe" della Dda, in cui è stato oggi condannato il
presidente della Regione Salvatore Cuffaro, è cominciato l’1 febbraio del 2005

Palermo - Il processo alle cosiddette "talpe" della Dda, in cui è stato oggi condannato il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, è cominciato l’1 febbraio del 2005. In questi tre anni, durante il dibattimento, sono stati registrati numerosi eventi di rilievo che hanno interessato tutte le categorie coinvolte: il tribunale, che ha cambiato la sua composizione; la pubblica accusa che ha visto le "dimissioni" di uno dei tre pm in aperta polemica con gli altri due colleghi; l’imputato principale, il presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro (processato per rivelazione di notizie riservate e favoreggiamento a Cosa nostra), sottoposto ad una nuova indagine "parallela" con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

La procura di Palermo, nel frattempo, si è più volte pubblicamente spaccata sul reato da contestare in aula al Governatore siciliano con una polemica talmente infuocata che i difensori di Cuffaro, il 15 ottobre scorso, hanno presentato un’istanza di rimessione per "legittima suspicione", poi respinta dalla Corte di Cassazione.

Ma nella lista degli eventi da ricordare c’è anche l’esame di un teste eccellente, l’ex sindaco di Monreale Salvino Caputo, capogruppo di An nel parlamento siciliano, che in seguito alla sua deposizione è stato incriminato ed è sotto processo per falsa testimonianza. Per i pm avrebbe ostacolato la deposizione di un teste. La composizione del collegio giudicante, la terza sezione del tribunale presieduta da Vittorio Alcamo, è cambiata il 23 gennaio dell’anno scorso, quando il giudice a latere Claudia Rosini ha usufruito dell’astensione obbligatoria per maternità; e al suo posto è subentrato Salvatore Flaccovio.

Pochi giorni prima, il pm Nino Di Matteo si era ritirato dal processo, in polemica con gli altri pm Maurizio De Lucia e Michele Prestipino, ritenendo che una valutazione completa di tutte le prove emerse, avrebbe dovuto imporre per Cuffaro la contestazione del concorso in associazione mafiosa. Questa accusa è stata poi effettivamente contestata al Governatore nel maggio 2007, con l’apertura di una nuova indagine.