La cugina Paola: "Quella foto è di 5 anni fa, eravamo tutte e tre in vacanza insieme"

La cugina della ragazza uccisa a Garlasco spiega l’origine della foto che la ritrae con sua sorella Stefania e con Chiara lasciata per
ricordo assieme a un mazzo di fiori al cancello della villa della cugina. Immagine che la
fotografa di Garlasco ha detto di essere un fotomontaggio realizzato il giorno dopo
l’omicidio

Pavia - «È un’immagine che risale a cinque anni fa, all’unica vacanza che abbiamo fatto insieme». Così Paola Cappa, cugina di Chiara Poggi, la ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto scorso spiega l’origine della foto che la ritrae con sua sorella Stefania e con Chiara lasciata per ricordo assieme a un mazzo di fiori al cancello della villa della cugina. Immagine che la fotografa di Garlasco ha detto di essere un fotomontaggio realizzato il giorno dopo l’omicidio. In un memoriale scritto di suo pugno sull’ultimo numero del settimanale "Oggi", Paola Cappa ricorda che al momento di scattare la foto «eravamo tutte e tre a Loano, in provincia di Savona, ospiti di una zia. A Loano non c’è granché, non ci sono locali e dopo una giornata al mare non rimane che un gelato e una passeggiata per il centro. Una delle cose più divertenti era la sera prima di uscire, quando dovevamo decidere come vestirci, come truccarci e farci belle».

La cugina nel memoriale scrive che «Chiara stava al gioco. Una sera l’abbiamo sfidata. Dai, le abbiamo detto, mettiti un bel top colorato che ci facciamo fare qualche foto. E quando lei ha preso dal cassetto quella camicetta rossa, io e Stefania subito ne abbiamo scelta una dello stesso colore. È nata così la foto che io e mia sorella chiara abbiamo portato davanti alla casa di Chiara, il giorno in cui l’hanno massacrata».

«Mai come adesso - scrive Paola su "Oggi"- avverto la presenza di Chiara. Mai come adesso la vedo vicina e sorridente. Mai come adesso mi sembra di sentire la sua voce. Dicono tutti che era molto timida. Pudica, dico io. E quando dico pudica non penso a una suorina, mi riferisco a una persona che ha grande rispetto per sè stessa e per gli altri. Riservata pulita, sempre educata con tutti. Ma quando è così anche la timidezza diventa una bella cosa. È come se lasciasse trasparire una fortissima sensibilità. È come se proteggesse l’anima da tutte le volgarità, le sguaiataggini e le bassezze del mondo d’oggi. Chiara - continua la cugina - è unica nella sua purezza. È come l’aria, come l’ossigeno. Come una cosa visibile e invisibile. È perfetta. E lo so adesso che non c’è più. Quando le persone non ci sono più ci si rende conto di quel che valgono. Mi sento molto fredda. Non ho ancora avuto modo di metabolizzare. Prima o poi esploderò. Soffro di anoressia da sei anni. È come essere in un tunnel, una cosa molto strana. Ma oggi so che la vita va vissuta».