È il cugino chic del baseball e le partite durano 5 giorni

È il cugino chic del baseball, pretende spazi di erbetta rasata tipo green di un golf grandi due volte un campo di calcio, con al centro una striscia di venti metri per due, sempre in erba, pressata, resa piatta e dura come una lingua d’asfalto (pitch). Se il baseball mastica chewing gum, il cricket sorseggia the. Il faccia a faccia tra i ventidue giocatori è interminabile e può durare dalle 24 alle 120 ore. Certo non di seguito: ci si ferma per mangiare, riposarsi, dormire, fare il punto del match. Perché le partite sono partite a scacchi dove strategie e tattiche s’intrecciano nel dilemma di un singolo lancio: tiro per far punti o per eliminare il battitore? Statico e ingarbugliato, il cricket ha un fascino tutto inglese fatto di eleganza, tradizione e lealtà. Più che uno scontro tra avversari è un incontro tra complici. Sport da gentlemen, insomma. «Per giocare a cricket essere stupidi non è strettamente necessario ma è utilissimo», è la freddura del drammaturgo irlandese George Bernard Shaw. Ma il duca di Wellington, lo stratega britannico che ha sconfitto Napoleone, la pensava diversamente: «La battaglia di Waterloo è stata vinta sul campo da cricket dove gli ufficiali hanno formato il proprio carattere». Sembra difficile a credersi, ma il cricket, dopo il pallone, è lo sport più praticato al mondo. Nato durante la guerra dei Cento Anni (1337), s’è sviluppato attraverso le corporazioni. Si scontravano orafi, dentisti, speziali. Disciplina borghese per eccellenza, è diventata popolare con la rivoluzione industriale. Poi, quando Londra ha fondato l’Impero, anche il cricket ha conquistato i Paesi dove adesso, durante le partite, si ferma l’intera nazione. Accade in Pakistan, Afghanistan, India, Sri Lanka, Bangladesh, Sud Africa, Caraibi, Zimbabwe, Nuova Zelanda, Australia: i dieci Stati full members dell’International Cricket Council, nei quali si gioca la forma più autentica di questo sport, con partite che durano 5 giorni. E in questi Stati la prima cosa che fanno i bambini con un sasso in mano è tirarlo a un compagno munito di mazza.