La Culla per la vita anche alla Mangiagalli

Sarà la riedizione ad «alta tecnologia» dell’antica Ruota degli esposti

Una vita da salvare a tutti i costi grazie a una culla calda e accogliente come l’abbraccio di una mamma. Già attiva in altre città d’Italia, questa moderna riedizione della Ruota degli esposti arriverà a settembre anche alla clinica Mangiagalli grazie all’Associazione Venti Moderati, in accordo con l’Assessorato comunale alla Famiglia, scuola e Politiche Sociali. «Un progetto molto importante nel quale abbiamo creduto immediatamente» spiega l’assessore Mariolina Moioli.
«I bambini abbandonati nei cassonetti costituiscono un fenomeno drammatico di cui i ritrovamenti rappresentano purtroppo solo la punta dell’iceberg» aggiunge Ferdinando Acunzo presidente dell’Associazione che con la sorella Rosanna sta raccogliendo i fondi necessari. «E comunque se a settembre non avremo raggiunto la cifra necessaria, 20-30mila euro, abbiamo deciso di acquistarla».
Per fronteggiare questo fenomeno non è sufficiente la pur pregevole normativa sul parto anonimo in ospedale. E proprio per offrire un’ulteriore possibilità alla donna che non può tenere il figlio e non vuole partorire in ospedale, ecco che la possibilità della Culla diventa una risposta indispensabile. È di pochi giorni fa un caso di abbandono a Roma. Ma grazie alla culla il piccolo di tre mesi, depositato nel totale anonimato, ha già potuto trovare nuovi genitori. Un ulteriore modo per aiutare le donne, perché si rivolgano a centri e strutture che possono sostenerle. Per le madri in difficoltà la Culla per la vita può essere considerata l’ultima, estrema possibilità da utilizzare, se costretta a partorire in solitudine e senza alcuna assistenza sanitaria e se intenzionata ad abbandonare il figlio. Si tratta prevalentemente di donne extracomunitarie, ma sono stati registrati anche casi di giovani di buona famiglia, terrorizzate per le possibili reazioni familiari.
Nei secoli scorsi le ruote furono il simbolo della capacità di accoglienza della società verso i figli più deboli. Oggi sono culle moderne e tecnologiche, riscaldate, dotate di un allarme acustico attivato da un sensore che avviserà tempestivamente il personale medico. La Culla per la vita sarà situata in un luogo facilmente raggiungibile sia in auto che a piedi, in via Commenda, a lato della Clinica Mangiagalli.
Non è in gioco la valenza morale della responsabilità materna, ma l’urgenza di trovare una soluzione che tuteli la vita. «Il pensiero va alle parole scritte da sopravvissuti dell’Olocausto sulla tomba di Oscar Schinder: “Chi salva una vita, salva il mondo intero”» conclude Ferdinando Acunzo.