Il culto magico di santi e demoni

Il Candomblé arriva in Brasile con gli schiavi africani, diffuso dai sacerdoti-stregoni. I missionari cattolici convertirono le masse in catene, che non rinunciarono però alle loro tradizioni, miscelando i due culti. La venerazione degli «Orixas» venne associata a quella dei santi cattolici, per cui ancora oggi a ciascuna delle divinità del Candomblé corrisponde una figura del culto cristiano: ad esempio ad Oxala, dio della creatività e figlio della divinità suprema Olorun, corrisponde Gesù, e a Omolu o Obaluiae, dio guaritore delle epidemie, corrisponde San Lazzaro. Il centro di queste credenze è Salvador di Bahia, definita da Roger Bastide la «Roma Nera».