La cultura commercializzata

Caro Massimiliano, il recentissimo reclutamento di Marco Goldin, detto il Re Mida delle mostre, da parte del Presidente della Fondazione Cultura professor Luca Borzani, segna per la nostra città il definitivo sfondamento tra quella che è la concezione «alta» dell'offerta culturale e la cosiddetta «commercializzazione della cultura». Goldin è infatti l'uomo che ha reso fenomeno di massa l'arte del passato e quella figurativa contemporanea, inanellando un successo dietro l'altro e arricchendosi grazie alla sua agenzia e casa editrice Linea d'Ombra. Per la cronaca, il ragazzo d'oro delle mega-esposizioni offre oggi la sua opera alla Villa Manin di Passariano di Codroipo, vicino a Udine e al Castel Sismondo di Rimini; altre avventure lo vedono presente in giro per il mondo. A partire dal 27 novembre 2010 entrerà prepotentemente anche a Palazzo Ducale, con la mostra intitolata «Mediterraneo - da Corot a Monet a Matisse» e due mostre minori, ma più interessanti, riservate al tormentoso pittore siciliano Piero Guccione (ebbi modo di apprezzare i suoi quadri già una ventina di anni fa nella casa di un collezionista) e al giovane, ma affermato catanese, Giuseppe Puglisi. (...)